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Il mio nome è Nessuno

(1973) R: Tonino Valerii A: Terence Hill, Henry Fonda, Jean Martin, R.G. Armstrong. Hill è Nessuno, super pistolero che vuole eliminare centocinquanta fuorilegge che terrorizzano gli abitanti di alcuni stati dell’Unione e per questo chiede aiuto al suo idolo d’infanzia Fonda. Brillante e spensierato western che si pregia di due grandi interpretazioni e delle musiche sopraffine di Ennio Morricone.

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Il deserto dei Tartari

(1976) R:  Valerio Zurlini A: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Helmut Griem, Jean-Louis Trintignant. Dal romanzo omonimo di Dino Buzzati, storia di un tenentino di un esercito imperiale che viene inviato in un avamposto dimenticato da Dio dove aspetterà di combattere contro i Tartari. Bel dramma sulla vita come attesa di qualcosa, apprezzabili le interpretazioni in splendidi spazi aperti dove risuonano le musiche suggestive del maestro Morricone. Vincitore di 2 David di Donatello: miglior film, miglior regia.

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Giù la testa

(1971) R: Sergio Leone A: Rod Steiger, James Coburn, Romolo Valli, Maria Monti. Sullo sfondo della rivoluzione messicana, due loschi individui si mettono insieme per espugnare una banca. Leone tira fuori le sue consuete “visioni western”, un bel manipolo di attori e l’incisiva colonna sonora di Morricone fanno il resto. Seconda pellicola della “trilogia del tempo”, segue C’ERA UN VOLTA IL WEST e precede C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA.

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Per qualche dollaro in più

(1965) R: Sergio Leone A: Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volonte. Due cacciatori di taglie si alleano per dare la caccia al fuorilegge Indio. Seguito di PER UN PUGNO DI DOLLARI, secondo capitolo della leoniana “trilogia del dollaro”, è un film sanguinoso e potentemente godurioso. E famoso a quanto pare, visto che occupa il quinto posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre. Solito Morricone a scandire i tempi filmici con le sue evoluzioni di note.

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Mission

(1986) R: Roland Joffe A: Robert De Niro, Jeremy Irons, Ray McAnally. Nel 18esimo secolo un gruppo di gesuiti difende una tribù india dai soprusi della colonizzazione. Maestosa messa in scena a suon di Morricone di una pagina dolorosa nella storia dell’umanità. Di pregio le performance di De Niro e Irons.

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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

(1970) R: Elio Petri A: Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio. Ispettore capo della omicidi di Roma (uno strepitoso Volonté) taglia la gola all’amante e forte della posizione che occupa aspetta di vedere se sarà catturato. Bell’esercizio di cinema politico attaverso una psicanalisi del Potere in camicia bianca e brillantina. Le musiche sono quelle sempre preziose di Ennio Morricone. Vinse un premio Oscar come miglior film straniero.

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Per un pugno di dollari

(1964) R: Sergio Leone A: Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch. Pistolero innominato si innesta fra due famiglie di contrabbandieri in guerra. Attraverso una buona dose di violenza e delle note celestiali prodotte da Ennio Morricone, Leone e compagnia sparante danno nuovo lustro ad un genere cinematografico in declino. Prima pellicola della “trilogia del dollaro”, fu seguita nell’ordine da PER QUALCHE DOLLARO IN PIU’ e IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO.

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Il buono, il brutto, il cattivo

(1966) R: Sergio Leone A: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef. Tre sovversivi si associano per recuperare il tesoro nascosto in un cimitero. L’opera di chiusura della leoniana “trilogia del dollaro” è una pellicola enfatica, scintillante, con un manipolo di attori da mal di testa, la quintessenza in pratica dello spaghetti western con annessa bagarre finale che lascia imbambolati. Musiche di Ennio Morricone… ça va sans dire.

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C’era una volta in America

(1984) R:  Sergio Leone A: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern. Piccole canaglie crescono in un quartiere ebraico di New York anni Venti. Un team di specialisti in capolavori scrive una favola amorale che e’ una pagina fondamentale di storia contemporanea. Tutto perfetto, musiche morriconiane comprese.

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Lolita

(1997) R: Adrian Lyne A: Jeremy Irons, Dominique Swain, Melanie Griffith. La storia di un professore (l’eccellente Jeremy Irons) che s’innamora della figliastra di 12 anni. Secondo adattamento del romanzo di Nabokov, è un film pervaso da grande sensualità, più ossessivo e conturbante rispetto alla versione di Kubrick. Pregevoli musiche di Ennio Morricone.