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Gertrud

(1964) R: Carl Theodor Dreyer A: Nina Pens Rode, Bendt Rothe, Ebbe Rode, Baard Owe. L’ultimo film di Dreyer su una donna anziana che sul finir dei giorni acquisisce la consapevolezza di avere amato tanto nella vita può dare l’idea di essere un’opera noiosa e antiquata, forse lo è, ma come è altrettanto un’opera monumentale di cinema.

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Dies irae

(1948) R: Carl Theodor Dreyer A: Thorkild Roose, Lisbeth Movin, Sigrid Neiiendam, Kirsten Andreasen. Storia di un’anziana donna accusata di stregoneria nella Danimarca secentesca. Dramma forte, severo e tecnicamente ineccepibile. Tratto da un’opera teatrale.

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Ordet – La parola

(1955) R: Carl Theodor Dreyer A: Henrik Malberg, Emil Hass Christensen, Preben Lerdorff Rye, Hanne Aagesen. I tre figli di un devoto agricoltore danese hanno credenze religiose le più disparate. Pellicola da quattro stelle, cupa, magnetica, formalmente impeccabile. Vinse il Leone d’oro a Venezia.