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Cinque pezzi facili

(1970) R: Bob Rafelson A: Jack Nicholson, Karen Black, Billy Green Bush, Fannie Flagg. Il talentuoso pianista Nicholson abbandona una carriera certa per finire a fare il vagabondo. Bell’affresco sull’alienazione superbamente dipinto da J. Nicholson che offre una delle sue interpretazioni più autentiche.

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A proposito di Schmidt

(2002) R: Alexander Payne A: Jack Nicholson, Hope Davis, Dermot Mulroney, Kathy Bates. Nicholson va in pensione, resta vedovo, e decide così di provare a dare una svolta alla propria vita. Fra le prime 2/3 interpretazioni migliori di Jack Nicholson, è una commedia finemente torva che si rivela altresì un’appassionante esperienza introspettiva.

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Tutto può succedere – Something’s Gotta Give

(2003) R: Nancy Meyers A: Jack Nicholson, Diane Keaton, Keanu Reeves, Amanda Peet. Nicholson è un donnaiolo con la mania delle ragazze giovani che improvvisamente perde la testa per la madre della sua morosetta. Una commedia con tutti i fiocchi che potete immaginare, divertente, e intelligente, con delle sferzanti performance da parte di un cast di tutte “stelle”.

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La promessa

(2001) R: Sean Penn A: Jack Nicholson, Benicio Del Toro, Patricia Clarkson. Poliziotto quasi alla pensione decide di occuparsi del caso di omicidio di una bambina. Giallo di spessore diretto da Penn, sempre convincente anche in fase di regia, trascinato da un sensazionale Nicholson che una volta tanto non gigiona.

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Il postino suona sempre due volte

(1981) R: Bob Rafelson A: Jack Nicholson, Jessica Lange, John Colicos. Nicholson/Lange sono due amanti che progettano di ammazzare il marito di lei per intascare un’assicurazione. Ennesima e più centrata versione filmica del romanzo omonimo di James M. Cain, nuda, cruda, sessuofila.

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Qualcuno volò sul nido del cuculo

(1975) R: Milos Forman A: Jack Nicholson, Louise Fletcher, Michael Berryman. Amabile spostato (chi se non Nicholson!) internato in manicomio si rende conto che i pazzi non sono molto più pazzi di tanta  gente che gira per strada. Dramma potente sul trionfo della libertà umana, ci si potrebbe quasi scrivere un saggio dal titolo: “Nicholson e la straordinaria  sovversione dell’anima”.

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Tre giorni per la verità

(1995) R: Sean Penn A: Jack Nicholson, David Morse, Anjelica Huston. Gioielliere (Nicholson) è deciso a tirar giù dalle spese il guidatore ubriaco che gli ha ucciso la figlia anni prima. Vendicativo dal volto umano, sonnolento ma di enorme pathos. Penn dirige di giustezza, e J. Nicholson sul finale addirittura si commuove!

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Shining

(1980) R: Stanley Kubrick A: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd. Da un romanzo di Stephen King, custode di un albergo sperduto improvvisamente impazzisce. Thriller orrorifico che avrebbe dovuto intitolarsi “Jack Nicholson”, di fascino non smisurato se non fosse appunto per Nicholson che col suo ghigno luciferino si prende la briga di convertirlo in capolavoro.

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Voglia di tenerezza

(1983) R: James L. Brooks A: Shirley MacLaine, Debra Winger, Jack Nicholson. Descrizione del rapporto fra una madre e la figlia nel corso degli anni. Agrodolce in salsa Hollywood, passa agilmente dalla commedia alla tragedia e ritorno attraverso delle maestose prove d’attore. 5 Oscar, fra cui Nicholson e MacLaine.

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Non e’ mai troppo tardi

(2007) R: Rob Reiner A: Jack Nicholson, Morgan Freeman, Sean Hayes. Due malati terminali stilano una lista di cose da fare prima di andare al Creatore. Commovente riflessione comica sul tragico, la sceneggiatura discretamente pronosticabile è fortemente validata dalla performance di due “stelle” del firmamento hollywoodiano.