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La lunga estate calda

(1958) R: Martin Ritt A: Paul Newman, Joanne Woodward, Anthony Franciosa, Orson Welles. Il ramingo Newman arriva in una cittadina del Mississippi e si conquista subito la benevolenza di Welles, farabutto ricco e vanaglorioso. Dai racconti di William Faulkner, melodramma teso con un finale di serie C, una sceneggiatura di serie B e una recitazione di serie A. Newman (che vinse la miglior interpretazione a Cannes) è particolarmente bello ed eroticamente succulento.

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Il verdetto

(1982) R: Sidney Lumet A: Paul Newman, Charlotte Rampling, Jack Warden, James Mason. Newman si fa superbamente ricordare nel ruolo di un avvocato bruciato dall’alcol, il quale accetta di occuparsi di un caso di malasanità per risollevare le sorti della sua carriera. Sceneggiato da David Mamet, che ricevette per questo una nomination agli Oscar, è meno un dramma in aula e più un affresco del dramma interiore vissuto dal protagonista.

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Nick mano fredda

(1967) R: Stuart Rosenberg A: Paul Newman, George Kennedy, Strother Martin. Condannato ai lavori forzati tenta più volte di fuggire diventando così l’idolo dei suoi compagni. Newman dà dell’ indomito Nick una raffigurazione stratosferica, tanto dal punto di vista mentale quanto (ancora di più) da quello fisico. Film bello e doloroso.

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Hombre

(1967) R: Martin Ritt A:  Paul Newman, Fredric March, Richard Boone. Da un racconto di Elmore Leonard, divertente western sui generis che gira attorno a Newman, bianco cresciuto in mezzo agli indiani, che affronta una banda di messicani assaltatori di diligenze.

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Hud il selvaggio

(1963) R: Martin Ritt A: Paul Newman, Melvyn Douglas, Patricia Neal. Newman è un cinico attaccabrighe con la passione per le donne che fa diventare scemo il padre di sani principi. Girato in Texas, bell’affresco del decadimento del West, con interpretazioni eccelse. 3 gli Oscar vinti: attrice protagonista, attore non protagonista, fotografia. Da un romanzo di Larry McMurtry.

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Le parole che non ti ho detto

(1999) R: Luis Mandoki A: Kevin Costner, Robin Wright, Paul Newman. Dal romanzo omonimo di Nicholas Sparks, giornalista trova una lettera d’amore in una bottiglia sulla spiaggia, e’ decisa a scoprirne l’autore. Sentimentalismo a gogo in una pellicola di romanticismo vecchio stampo, con un cast superlativo fra cui Costner in grande stato di forma.

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Era mio padre

(2002) R: Sam Mendes A: Tom Hanks, Paul Newman, Jude Law. Killer di mafia si vuole vendicare dei suoi datori di lavoro che gli hanno massacrato la moglie e uno dei figli. Atroce e malinconica storia di amore parentale, Mendes si affida ad interpreti totalmente efficaci e dà compiuta realizzazione al lirismo del noir. Basato su una graphic novel.

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Il colore dei soldi

(1986) R: Martin Scorsese A: Paul Newman, Tom Cruise, Mary Elizabeth Mastrantonio. Vecchio campione di biliardo (Newman) addestra alla stecca il suo pupillo (Cruise) per far soldi. Seguito de LO SPACCONE con lo stesso Newman, è una pellicola dalla regia magistrale e la recitazione elettrizzante. Oscar al divo dagli occhi blu, incomprensibilmente l’unico in una carriera comunque sfolgorante.

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La gatta sul tetto che scotta

(1958) R: Richard Brooks A: Elizabeth Taylor, Paul Newman, Burl Ives. Newman ex giocatore di football dal whiskey facile ha un rapporto difficile con la bellissima moglie Taylor e col padre-padrone morente. Magnetismo attoriale in un dramma da teatro altamente corrosivo, fu girato a colori al posto del b/n per mettere in mostra i celebri occhi blu del divo.

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La stangata

(1973) R: George Roy Hill A: Paul Newman, Robert Redford, Robert Shaw. Due piccoli truffatori della Chicago anni Trenta raggirano un potente gangster. Commedia umoristica altamente godibile, con un duo imbroglione di grande appeal e un’ottima colonna sonora a ritmo di ragtime.