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Storia immortale

(1968) R: Orson Welles A: Orson Welles, Jeanne Moreau, Roger Coggio, Norman Eshley. Immortale pezzo di storia del cinema, racconta di un vecchio mercante che cerca di portare a compimento la leggenda di un marinaio pagato da un riccone per accoppiarsi con la di lui moglie. Al suo primo cimento col colore, Welles prende un racconto di Karen Blixen e ne ricava un’opera deliziosamente strana e visualmente portentosa.

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Falstaff

(1965) R: Orson Welles A: Orson Welles, Jeanne Moreau, Margaret Rutherford, John Gielgud. Imperioso, strambo e visualmente sorprendente dramma tratto da Shakespeare. In originale, narrazione di Ralph Richardson. Premiato al Festival di Cannes.

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La signora di Shanghai

(1947) R: Orson Welles A: Rita Hayworth, Orson Welles, Everett Sloane, Glenn Anders. Marinaio si ritrova coinvolto in un complotto di omicidio quando viene assunto per lavorare su uno yacht. Da un romanzo, è un giallo inventivo e sfacciato contornato da scenografie altamente suggestive. Grande chimica fra Welles e la sua ex moglie Hayworth.

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Il terzo uomo

(1949) R:  Carol Reed A: Orson Welles, Joseph Cotten, Alida Valli, Trevor Howard. Subito dopo la seconda guerra mondiale un romanziere americano si reca a Vienna per trovare un suo vecchio amico, lì viene a sapere che l’uomo è morto in un incidente stradale. Ma le circostanze sono poco chiare. Thriller atmosferico e misterioso, con una trama intrigante e ben sviluppata nonché beneficiario di esecuzioni memorabili da parte di Cotten e Welles. Sceneggiato dallo scrittore Graham Greene, è un caposaldo del cinema che vinse Palma d’oro a Cannes e Oscar per la fotografia.

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La lunga estate calda

(1958) R: Martin Ritt A: Paul Newman, Joanne Woodward, Anthony Franciosa, Orson Welles. Il ramingo Newman arriva in una cittadina del Mississippi e si conquista subito la benevolenza di Welles, farabutto ricco e vanaglorioso. Dai racconti di William Faulkner, melodramma teso con un finale di serie C, una sceneggiatura di serie B e una recitazione di serie A. Newman (che vinse la miglior interpretazione a Cannes) è particolarmente bello ed eroticamente succulento.

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L’infernale Quinlan

(1958) R: Orson Welles A: Charlton Heston, Orson Welles, Janet Leigh, Joseph Calleia. Poliziotto messicano e sbirro americano corrotto indagano sullo stesso attentato dinamitardo in cui è morto un facoltoso imprenditore. Ispirato a un romanzo di Whit Masterson, è un filmone, per quanto discretamente sovrastimato, scuro, carico di tensione e piuttosto appassionante, fotografato in maniera impeccabile. Contiene uno dei piani sequenza più celebri della storia del cinema.

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Quarto potere

TOP (1941) R: Orson Welles A: Orson Welles, Joseph Cotten, Dorothy Comingore. Vita morte e miracoli del magnate dell’editoria Hearst. Primo film a lunga gittata di Welles, girato a soli 25 anni, tecnicissimo, metafisico, spacconcello, epocale, in pratica… un’opera d’arte. Considerato da buona parte della critica il miglior film americano di sempre.