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L’insostenibile leggerezza dell’essere

(1988) R: Philip Kaufman A: Daniel Day-Lewis, Juliette Binoche, Lena Olin, Derek de Lint. Dall’omonimo romanzo di Kundera, storia d’amore fra un neurochirurgo e una modesta cameriera sullo sfondo dei fatti tragici della Primavera di Praga. Eros e politica mesciati avvedutamente insieme in un dramma spinto, amorevole e struggente.

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Lincoln

(2012) R: Steven Spielberg A: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt. Biofilm che racconta gli ultimi mesi di vita del presidente americano Abraham Lincoln alle prese con l’abolizione della schiavitù. Pellicola logorroica e dettagliatissima, a tratti discretamente noiosa ma prepotentemente trascinata da una prestazione titanica di Day-Lewis, che vinse ovviamente l’Oscar.

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Il filo nascosto

(2017) R: Paul Thomas Anderson A: Vicky Krieps, Daniel Day-Lewis, Lesley Manville, Julie Vollono. Lo stilista Day-Lewis si innamora di una giovane cameriera che diventerà ben presto la sua musa ispiratrice. Questo film è una rumorosa detonazione emozionale con schegge di passione che volano fuori da ogni sequenza. Annovera una fantasmagorica ultima interpretazione di Daniel Day-Lewis, che ha deciso (disgrazia!) di ritirarsi dalla recitazione.

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Nine

(2009) R: Rob Marshall A: Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penelope Cruz. Liberamente ispirato al felliniano OTTO E MEZZO, lasciate ogni confronto voi che lo guardate, ma è pur sempre ottimo come film corale in grande stile con belle donne, apprezzabili numeri musicali e delle sontuose scenografie.

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My Beautiful Laundrette

(1985) R: Stephen Frears A: Saeed Jaffrey, Roshan Seth, Daniel Day-Lewis. Lavanderia a gettoni nella periferia di Londra diventa il piccolo universo di due giovani omosessuali. Un film diretto, trasgressivo, di intento sociologico, alla riuscita del quale contribuisce un nemmeno trentenne Day-Lewis che ha già dentro di sé il sacro fuoco della recitazione.

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L’ultimo dei Mohicani

(1992) R: Michael Mann A: Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means. Durante la guerra anglo-francese in Nord America tre mohicani si trovar a difendere le figlie di un colonnello britannico. Tratta da un romanzo, movimentata love story in costume con Day-Lewis avvenente fuciliere che spara fuori una carismatica performance.

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Gandhi

(1982) R: Richard Attenborough A: Ben Kingsley, John Gielgud, Candice Bergen, Daniel Day-Lewis. Biografia di Gandhi detto il Mahatma. Attenborough insegna la pace attraverso un’opera monumentale, intelligente, ricca, che educa appassionando e viceversa. 8 Oscar: film, regia, attore protagonista, sceneggiatura, fotografia, scenografia, costumi, montaggio.

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The Boxer

(1997) R: Jim Sheridan A: Daniel Day-Lewis, Emily Watson, Daragh Donnelly. Storia d’amore tutta irlandese fra ex pugile ex membro dell’IRA e la sua ex ragazza. Pellicola intensa che oltrepassa di molto i confini del puro e semplice film sportivo per approdare a un terreno socio-politico, per quanto sottilmente retorico, ma comunque estremamente appassionante. L’attore feticcio di Sheridan, Daniel Day-Lewis, dà ancora una volta prova di essere un eccezionale interprete.

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Gangs of New York

(2002) R: Martin Scorsese A: Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, Daniel Day-Lewis. Al suo “debutto” nel kolossal Scorsese racconta la sanguinosa lotta fra bande nella New York di metà Ottocento. Pellicola viscerale, dallo scenario barbaro, eccelse interpretazioni (il formidabile Day-Lewis su tutte) la impreziosiscono a tal punto da renderla una delle migliori opere del regista italoamericano.

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L’età dell’innocenza

(1993) R: Martin Scorsese A: Daniel Day-Lewis, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder. Dall’omonimo romanzo di Edith Wharton, ricco avvocato perde la testa per la cugina della sua fidanzata. Suggestivi i costumi e le scenografie, incantevoli gli attori, Scorsese cerca amore e trova inevitabilmente arte. Benché lungo e a tratti eccessivamente compassato, è da molti (compreso il sottoscritto) ritenuto uno dei migliori lavori del regista italoamericano.