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E giustizia per tutti

(1979) R: Norman Jewison A: Al Pacino, Jack Warden, John Forsythe, Lee Strasberg. Pacino è un avvocato idealista costretto a difendere un giudice pur credendolo colpevole. Se il film tituba fra l’umorismo e il dramma, A. Pacino non tituba affatto nel fornirci una prestazione come al solito massiccia e piena di fervore.

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Oltre il giardino

(1979) R: Hal Ashby A: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Jack Warden. Semplice giardiniere (un pazzesco Sellers) diventa il consigliere di un potente uomo d’affari. Tratto da un romanzo, è una pungente satira politico-sociale celata (ma non poi così bene) da una patina gradevolmente comica. Oscar a Douglas come miglior attore non protagonista.

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Tutti gli uomini del presidente

(1976) R: Alan J. Pakula A: Dustin Hoffman, Robert Redford, Jack Warden, Martin Balsam. Due giovani reporter indagano su quello che passerà alla storia come il “Watergate”, caso di spionaggio con al centro il tentativo di sabotare la campagna elettorale del Partito democratico da parte di esponenti repubblicani nel 1972. Thriller investigativo di assoluto rispetto con delle ottime prestazioni attoriali, la trama esonda qua e là ma il coinvolgimento è assicurato. Vinse 4 Oscar: attore non protagonista, sceneggiatura, scenografia, sonoro.

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Il verdetto

(1982) R: Sidney Lumet A: Paul Newman, Charlotte Rampling, Jack Warden, James Mason. Newman si fa superbamente ricordare nel ruolo di un avvocato bruciato dall’alcol, il quale accetta di occuparsi di un caso di malasanità per risollevare le sorti della sua carriera. Sceneggiato da David Mamet, che ricevette per questo una nomination agli Oscar, è meno un dramma in aula e più un affresco del dramma interiore vissuto dal protagonista.