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Duello a Berlino

(1943) R: Michael Powell, Emeric Pressburger A: Roger Livesey, Deborah Kerr, Anton Walbrook, James McKechnie. Rappresentazione sentimental-guerresca eccellentemente eseguita di una grande amicizia fra due ufficiali, uno britannico l’altro tedesco, nel corso di decenni.

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Il raggio verde

(1986) R: Éric Rohmer A: Marie Rivière, María Luisa García, Vincent Gauthier, Amira Chemakhi. E’ luglio e la fastidiosetta Rivière non sa proprio come passare le vacanze. Da qui tutta una serie di peripezie. Se si riesce a scavalcare la inevitabile antipatia verso la protagonista, il film si svela per ciò che è, ovverosia un dramma sincero e molto gradevole. Leone d’oro a Venezia.

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Il figlio

(2003) R: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne A: Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabella Soupart, Nassim Hassaini. Insegnante di falegnameria istruisce ragazzi appena usciti di galera, ma si appassiona in particolare a uno di loro per dei motivi che verranno pian piano svelati da questo film severo, emozionante e straordinariamente ben composto. Premio alla miglior interpretazione maschile per Olivier Gourmet a Cannes.

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Il corridoio della paura

(1963) R: Samuel Fuller A: Peter Breck, Constance Towers, Gene Evans, James Best. Giornalista a caccia del Pulitzer perde la tramontana dopo essersi fatto rinchiudere in manicomio per condurre un’inchiesta su un omicidio. Un folle film sulla follia, sinistro e agghiacciante.

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Il bandito delle 11

(1965) R: Jean-Luc Godard A: Jean-Paul Belmondo, Anna Karina, Graziella Galvani, Aicha Abadir. Belmondo si innamora così perdutamente della misteriosa baby-sitter (Karina) assunta dalla moglie da arrivare ad abbandonare la famiglia per fuggire con lei. Dramma eccentrico ma di fascino raro, minaccia di essere la maggior prova del regista francese.

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Racconti della pallida luna d’agosto

(1953) R: Kenji Mizoguchi A: Masayuki Mori, Machiko Kyô, Kinuyo Tanaka, Mitsuko Mito. Per gli amanti del cinema giapponese ma anche per gli amanti del cinema. A dispetto dell’ammonimento di un saggio che dice di non cercare di trarre profitto dalla guerra, due contadini vendono i loro vasi a dei soldati. Lirico, fantasioso, magistrale.

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La sfida del samurai

(1961) R: Akira Kurosawa A: Toshiro Mifune, Eijirô Tôno, Tatsuya Nakadai. Giappone feudale: un samurai senza nome giunge in città e finisce per innescare una guerra fra bande. Pellicola potente e influente, divenuta di riferimento per tutti i registi di western moderno (Sergio Leone in primis). Inserito dalla rivista specializzata Empire fra i primi 100 film più grandi di sempre.

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I pugni in tasca

(1965) R: Marco Bellocchio A: Lou Castel, Paola Pitagora, Marino Masé, Liliana Gerace. Esordio alla regia col botto per Bellocchio in un dramma che parla dei tragici accadimenti che hanno luogo all’interno di una famiglia subnormale. Pellicola unica, spietata e tremenda.

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Searching

(2018) R: Aneesh Chaganty A: John Cho, Debra Messing, Joseph Lee, Michelle La. Quando sua figlia sedicenne scompare, un padre si mette ad indagare frugando nel suo computer. Un thriller tecnologico inusuale, sbalorditivo e di grande appagamento. Accolto con squilli di tromba dalla critica, ha ottenuto inoltre un ottimo successo commerciale.

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Yentl

(1983) R: Barbra Streisand A: Barbra Streisand, Amy Irving, Mandy Patinkin, Nehemiah Persoff. Ebrea polacca si traveste da maschio per poter studiare le sacre scritture. Appassionante dramma sentimental- musicale soprattutto per i sostenitori della Streisand che la possono vedere davanti e immaginarsela dietro alla cinepresa. Oscar per la migliore colonna sonora.