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La meglio gioventù

(2003) R: Marco Tullio Giordana A: Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Jasmine Trinca. Racconto epico su due fratelli che attraversano fra mille vicissitudini un bel pezzo di Novecento italiano dagli anni 60 fino ai 2000. Complesso affresco storico-politico impreziosito da romantici cromatismi, incredibilmente appassionante, con un cast all’altezza. Raro caso di film in cui la terribile lunghezza (sei… dico sei ore!) non è però indice di barbosità. Premio come miglior film a Cannes e 6 David di Donatello: film , regia, sceneggiatura, produttore, montaggio, fonico di presa diretta.

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La stanza del figlio

(2001) R: Nanni Moretti A: Nanni Moretti, Laura Morante, Jasmine Trinca. La vita di uno psicanalista e della sua famiglia viene sconvolta dalla morte del figlio durante un’immersione. Moretti vira sobriamente dal politico all’empatico e finisce che commuove. Palma d’oro a Cannes.

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Miele

(2013) R: Valeria Golino A: Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero De Rienzo. Liberamente tratto da un romanzo, il dramma di una donna (un’ottima Jasmine Trinca) che aiuta i malati terminali a morire. Non è affatto facile trattare un tema ostico come l’eutanasia, Valeria Golino al suo esordio alla regia ci riesce maneggiandolo con una certa dose di tenerezza. Applausi.

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Piano, solo

(2007) R: Riccardo Milani A: Kim Rossi Stuart, Jasmine Trinca, Paola Cortellesi. Bio-film sul pianista jazz Luca Flores. E’ una pellicola dura, spigolosa, con un excursus da un crescendo di note fino a un conseguente calando nel baratro. Rossi Stuart lavora egregiamente di metodo. Bel tributo.