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Il bandito delle 11

(1965) R: Jean-Luc Godard A: Jean-Paul Belmondo, Anna Karina, Graziella Galvani, Aicha Abadir. Belmondo si innamora così perdutamente della misteriosa baby-sitter (Karina) assunta dalla moglie da arrivare ad abbandonare la famiglia per fuggire con lei. Dramma eccentrico ma di fascino raro, minaccia di essere la maggior prova del regista francese.

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Asfalto che scotta

(1960) R: Claude Sautet A: Lino Ventura, Sandra Milo, Jean-Paul Belmondo, Marcel Dalio. Il ricercato per omicidio Ventura si dà alla macchia aiutato dal giovane gangster Belmondo. Stilizzato e fortemente attraente, con delle performance stellari. Tratto da un romanzo di José Giovanni, è da considerarsi fra i migliori gialli della cinematografia francese.

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Borsalino

(1970) R: Jacques Deray A: Jean-Paul Belmondo, Alain Delon, Catherine Rouvel. Da un romanzo di Eugène Saccomano, Belmondo/Delon sono due furfanti marsigliesi che si mettono in società per vivere di malavita. I due sex symbol del cinema d’oltralpe danno gusto alla solita minestra del film di crimine.

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La ciociara

(1960) R: Vittorio De Sica A: Sophia Loren, Jean-Paul Belmondo, Raf Vallone. La Loren è una vedova che viene violentata da dei soldati marocchini assieme alla figlioletta sul finire della guerra. Dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, tragedia nella tragedia raccontata con franchezza e un fisico smisurato che ti viene voglia di abbracciarlo per contenerne il dolore. Doverosa la statuetta al merito dell’Academy a Sophia Loren.

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Fino all’ultimo respiro

TOP (1960) R: Jean-Luc Godard A: Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger. L’iconico muso da pugile Belmondo è un damerino braccato dalla polizia che vuol fuggire in Italia assieme a una giovane americana. Da una storia di François Truffaut, girato per le strade di Parigi con zero soldi, una pellicola rivoluzionaria, seducente, epocale. Film-manifesto della Nouvelle vague.