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Ninotchka

(1939) R: Ernst Lubitsch A: Greta Garbo, Melvyn Douglas, Ina Claire, Bela Lugosi. Dall’omonimo dramma, implacabile agente russa in missione a Parigi si innamora di un conte. Tutto incantevole, dai dialoghi alla performance della Garbo che fa di tutto per farsi ricordare, e ci riesce.

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Angelo

(1937) R: Ernst Lubitsch A: Marlene Dietrich, Herbert Marshall, Melvyn Douglas, Edward Everett Horton. Marlene in vacanza senza marito si innamora del bel Douglas. Pellicola misteriosa e sofisticata che offre grandi emozioni. La Dietrich è preda del suo fascino.

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L’inquilino del terzo piano

(1976) R: Roman Polanski A: Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Jo Van Fleet. Modesto impiegato polacco cerca appartamento a Parigi, ne trova uno in un vecchio edificio spettrale. Thriller teso e macabro, ci si capisce poco ma inquieta a sufficienza con la sua aria scura e allucinatoria. Fra i lavori più sottovalutati del grande cineasta francese, è diventato col tempo un cult.

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Oltre il giardino

(1979) R: Hal Ashby A: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Jack Warden. Semplice giardiniere (un pazzesco Sellers) diventa il consigliere di un potente uomo d’affari. Tratto da un romanzo, è una pungente satira politico-sociale celata (ma non poi così bene) da una patina gradevolmente comica. Oscar a Douglas come miglior attore non protagonista.

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Hud il selvaggio

(1963) R: Martin Ritt A: Paul Newman, Melvyn Douglas, Patricia Neal. Newman è un cinico attaccabrighe con la passione per le donne che fa diventare scemo il padre di sani principi. Girato in Texas, bell’affresco del decadimento del West, con interpretazioni eccelse. 3 gli Oscar vinti: attrice protagonista, attore non protagonista, fotografia. Da un romanzo di Larry McMurtry.