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Cobra verde

(1987) R: Werner Herzog A: Klaus Kinski, King Ampaw, José Lewgoy, Salvatore Basile. Il mercante di schiavi Kinski riesce a diventare per poco tempo viceré di una regione africana. Folle, avventuroso e spregiudicato, segna la fine del fortunato sodalizio fra Herzog e il suo attore feticcio Klaus Kinski. Ispirato al romanzo di Bruce Chatwin.

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Fearless – Senza paura

(1993) R: Peter Weir A: Jeff Bridges, Isabella Rossellini, Rosie Perez, Tom Hulce. Dopo essere sopravvissuto a un incidente aereo Bridges perde il lume della ragione. Dramma forte ed emozionalmente conquistante, oscuro ma illuminato da una esecuzione assolutamente lucente di J. Bridges se non al suo meglio, quasi. Dal romanzo omonimo.

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Professione assassino

(2011) R: Simon West A: Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Tony Goldwyn. L’impeccabile sicario Statham deve insegnare il mestiere a un figlio che vuole vendicare il padre. Thriller azionistico elettrizzante e capriolesco, Statham con pochi capelli e tanti muscoli è strabordante. Rifacimento dell’omonimo film del ’72 con Charles Bronson.

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I Am Michael

(2015) R: Justin Kelly A: James Franco, Zachary Quinto, Emma Roberts, Charlie Carver. Franco è un’attivista omosessuale che decide di rinunciare alla sua sessualità per la religione. Il regista Kelly sospende il giudizio per raccontarci in modo semplice e garbato una storia di conversione tanto implausibile quanto poderosa. E l’eccezionale lavoro di J. Franco gli dà una grossissima mano. Da una storia vera.

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L’anno scorso a Marienbad

(1961) R: Alain Resnais A: Delphine Seyrig, Giorgio Albertazzi, Sacha Pitoëff, Françoise Bertin. A una serata teatrale in un sontuoso castello una donna incontra un uomo che le racconta una strana storia. Tanto noioso quanto maliardo e ipnotico, è stato considerato una fonte alla quale attingere da parte di molta cinematografia successiva. Ispirato a un romanzo, ottenne il Leone d’oro al Festival di Venezia.

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Senti chi parla

(1989) R: Amy Heckerling A: John Travolta, Kirstie Alley, Olympia Dukakis, George Segal. Commedia sciocchina ma ingegnosa quanto basta a risultare gradevole su una trentenne messa incinta e abbandonata che trova il perfetto padre per il lattante nel tassista che la tampina da sempre. Il bimbo protagonista ha originalmente la voce di Bruce Willis, da noi di Paolo Villaggio. Due seguiti negli anni novanta.

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L’ombra del diavolo

(1997) R: Alan J. Pakula A: Harrison Ford, Brad Pitt, Margaret Colin, Rubén Blades. Membro dell’IRA viene inviato a New York dall’Irlanda per comprare delle armi. Thriller azionistico piuttosto scarsino ma con due “stelle” talmente abbaglianti che non si può non guardare.

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Sotto il vestito niente

(1985) R: Carlo Vanzina A: Tom Schanley, Renée Simonsen, Nicola Perring, Maria McDonald. Un Vanzina inimmaginabile imbastisce la versione italica di OMICIDIO A LUCI ROSSE di depalmiana memoria su un assassino che imperversa nella moda, il risultato è un giallo più che decente che sa mantenere alta la tensione per tutta la sua durata.

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Viva Las Vegas

(1964) R: George Sidney A: Elvis Presley, Ann-Margret, Cesare Danova, William Demarest. Pilota di corse musicalmente dotato (indovinate chi) gioca al casino’ di Las Vegas vincendo una discreta somma che vorrebbe destinare all’acquisto di un’auto da portare in gara. La vivace accoppiata Presley/Ann-Margret permette a questo piccolo film di diventare un grande trastullo. Colonna musicale ovviamente curata dal Re del rock.

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L’isola perduta

(1996) R: John Frankenheimer, Richard Stanley (non accreditato) A: David Thewlis, Marlon Brando, Val Kilmer, Fairuza Balk. Il membro delle Nazioni Unite Thewlis rimane bloccato ai tropici con lo scienziato pazzo Brando che crea bestie semi umane. Discutibile adattamento di un romanzo fantascientifico, è un film discretamente mal fatto ma ogni volta che un fantasmagorico Marlon Brando appare sullo schermo fa trasecolare.