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I giorni dell’ira

(1967) R: Tonino Valerii A: Lee Van Cleef, Giuliano Gemma, Walter Rilla, Christa Linder. Lo straniero Van Cleef giunge in città e prende sotto di sé il netturbino Gemma per farlo diventare un pistolero. Un eccitante e solido spaghetti western al quale manca solo Clint Eastwood. Ispirate le musiche di Riz Ortolani.

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Una pistola per Ringo

(1965) R: Duccio Tessari A: Giuliano Gemma, Fernando Sancho, Lorella De Luca, Nieves Navarro. Sceriffo assolda il pistolero Ringo detto faccia d’angelo (Gemma con lo pseudonimo Montgomery Wood) per liberarsi di una banda di fuorilegge messicani. Niente di nuovo sul fronte del western, ma Giuliano Gemma in qualità di omologo italico di Clint Eastwood fa comunque bella mostra di sé.

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Il deserto dei Tartari

(1976) R:  Valerio Zurlini A: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Helmut Griem, Jean-Louis Trintignant. Dal romanzo omonimo di Dino Buzzati, storia di un tenentino di un esercito imperiale che viene inviato in un avamposto dimenticato da Dio dove aspetterà di combattere contro i Tartari. Bel dramma sulla vita come attesa di qualcosa, apprezzabili le interpretazioni in splendidi spazi aperti dove risuonano le musiche suggestive del maestro Morricone. Vincitore di 2 David di Donatello: miglior film, miglior regia.

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Il Gattopardo

TOP (1963) R: Luchino Visconti A: Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale, Giuliano Gemma. Dall’omonimo romanzo di Tomasi di Lampedusa, storia di un casato nobiliare siciliano. Il melodramma italiano con la emme maiuscola, fulgido esempio di cinema d’autore dal dettaglio prezioso. Delon/Cardinale è un’abbinata divina, la scena del ballo da annali.