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Gli ultimi fuochi

(1976) R: Elia Kazan A: Robert De Niro, Tony Curtis, Robert Mitchum, Jeanne Moreau. De Niro è un brillante uomo d’affari che entra in crisi quando conosce una ragazza che gli ricorda la moglie scomparsa. L’ultimo fuoco registico di Kazan non brucia particolarmente se non grazie al sempre indicibilmente carismatico Bob De Niro. Basato su un romanzo di F. Scott Fitzgerald dallo stesso titolo.

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La morte sospesa

(2003) R: Kevin Macdonald A: Simon Yates, Joe Simpson, Brendan Mackey, Nicholas Aaron. Una terribile tempesta minaccia le vite di due scalatori mentre scendono dalle Ande. Tratto da un episodio realmente accaduto, docu-dramma meraviglioso e atroce.

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L’amore molesto

(1995) R: Mario Martone A: Anna Bonaiuto, Angela Luce, Gianni Cajafa, Peppe Lanzetta. Verace dramma al femminile di ambientazione partenopea che racconta di una donna (Bonaiuto) decisa ad indagare sull’apparente suicidio di sua madre (Luce). Dal romanzo omonimo di Elena Ferrante, ha vinto 3 David: regista, attrice protagonista e non.

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Lebanon

(2009) R: Samuel Maoz A: Yoav Donat, Itay Tiran, Oshri Cohen, Michael Moshonov. 1982: gruppo di soldati israeliani alla guida di un carrarmato invade il Libano. Ripreso tutto all’interno del corazzato, costituisce una esperienza bellica emozionante e completamente avvincente. Leone d’oro a Venezia.

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Amore e inganni

(2016) R: Whit Stillman A: Kate Beckinsale, Chloë Sevigny, Xavier Samuel, Emma Greenwell. Nell’Ottocento, la seducente vedova Beckinsale usa tattiche subdole per conquistare il cuore del ricco Samuel. Tradotto in libertà per il cinema da un’opera minore di Jane Austen, è una commedia d’epoca brillante ed egregiamente recitata.

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Napoli velata

(2017) R: Ferzan Ozpetek A: Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Peppe Barra. Il medico legale Mezzogiorno conosce un ragazzo (Borghi) a una festa, ci va a letto, l’indomani il giovane viene ritrovato cadavere. Criptico, ambiguo, voluttuoso, con dei valenti interpreti, è un noir di classe che tiene incollati alla sedia dall’inizio alla fine. 2 David di Donatello, a fotografia e scenografia.

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Alla scoperta di Charlie

(2007) R: Michael A. Cahill A: Michael Douglas, Evan Rachel Wood, Willis Burks II, Laura Kachergus. Douglas è brillantemente folle nel ruolo di un ex internato in manicomio che cerca di convincere la sua povera figliuola dell’esistenza di un tesoro nascosto sotto a un ipermercato.

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Lunchbox

(2013) R: Ritesh Batra A: Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Lillete Dubey. Dramma indo-sentimentale delicato come il paneer che racconta una storia d’amore condotta attraverso un insolito sistema di “corrispondenza gastro-epistolare”.

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Frankenstein di Mary Shelley

(1994) R: Kenneth Branagh A: Robert De Niro, Kenneth Branagh, Helena Bonham Carter, Tom Hulce. Rinfrescamento ambizioso e visualmente sorprendente del mito letterario di Frankenstein. La performance di De Niro nei panni del mostro è mostruosa.

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My name is Joe

(1998) R: Ken Loach A: Peter Mullan, Louise Goodall, Gary Lewis, Lorraine McIntosh. Storia di Joe, ex alcolizzato scozzese che si innamora di un’operatrice sanitaria. Ritratto socio-umanitario tragicamente disagiato e doloroso con un finale che lascia sbalorditi. Peter Mullan miglior attore a Cannes.