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Grosso guaio a Chinatown

(1986) R: John Carpenter A: Kurt Russell, Kim Cattrall, Dennis Dun, James Hong. Il camionista Russell si trova invischiato in una assurda avventura fra i vicoli di Chinatown. Carpenter fa un bel frullatone di commedia, arti marziali ed elementi fantastici, e disseta abbastanza. K. Russell è un gustoso ibrido John Wayne/Indiana Jones in canottiera.

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Gremlins

(1984) R:  Joe Dante A: Zach Galligan, Phoebe Cates, Hoyt Axton, John Louie. Questo film su degli strambi mostriciattoli pelosi riscosse un incredibile successo di pubblico e critica tanto da essere considerato un caposaldo del cinema ottantesco, grazie all’abile pot-pourri di generi messo in campo, dall’horror al fantastico passando per la commedia. Sceneggiato da Chris Columbus, fu prodotto da uno che di mostriciattoli se ne intende… Steven Spielberg.

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La fabbrica di cioccolato

(2005) R: Tim Burton A: Johnny Depp, Freddie Highmore, David Kelly, Helena Bonham Carter. Dall’omonimo romanzo di Roald Dahl, già adattato in precedenza per il cinema in un film del 1971 con Gene Wilder: il piccolo Charlie (Highmore) spera di trovare il biglietto dentro una tavoletta di cioccolato che gli garantirà l’accesso alla fabbrica dello stravagante sig. Wonka (Depp). Burton ha sempre grande inventiva e visioni del tutto originali, e non si smentisce nemmeno in questa deliziosa favola per famiglie. Depp non sarà Gene Wilder, ma fa comunque il suo bell’effetto.

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Scontro tra titani

(2010) R: Louis Leterrier A: Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes. Riproposizione della storia messa in scena nel 1981 del prode Perseo figlio di Zeus che si imbarca in una pericolosa avventura. Perfetto dal punto di vista tecnico, un po’ meno da quello drammatico, è comunque spettacolare. Worthington/Perseo che comanda lo scontro ha il physique du rôle. Versione 3D da evitare accuratamente.

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Il mago di Oz

(1939) R: Victor Fleming, George Cukor, Mervyn LeRoy, Norman Taurog, King Vidor A: Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger. Classico della cinematografia americana ispirato all’arcinoto romanzo di L. Frank Baum su una ragazzina del Kansas di nome Dorothy che finisce in un mondo fantastico popolato da bizzarre creature. Emozionante, è tutto perfetto, a partire dalla Garland nei panni della giovane protagonista fino alle musiche sognanti per le quali vinse l’Oscar. Premiato con la statuetta anche per la miglior canzone Over the rainbow. Intramontabile.

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Il curioso caso di Benjamin Button

(2008) R: David Fincher A: Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton. Bizzarra storia di una vita al contrario, dalla vecchiaia alla giovinezza. Fincher prende un racconto breve di Francis Scott Fitzgerald, e ne fa un film lungo dallo storytelling sopraffino e il notevole cast, compiendo un autentico miracolo cinematografico. 3 Oscar. Troppo pochi.

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Ritorno al futuro

(1985) R: Robert Zemeckis A: Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson. Adolescente degli anni ’80 (Fox) grazie ad uno scienziato pazzo (Lloyd) e un’auto a plutonio viaggia indietro nel tempo. Stupenda commedia fantastica fra avvenirismo e nostalgia. Primo film dell’omonima trilogia, emblematico del cinema ottantesco.

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Il mistero di Sleepy Hollow

(1999) R: Tim Burton A: Johnny Depp, Christina Ricci, Christopher Walken. Depp è un agente di polizia inviato in un paesino ad investigare su degli omicidi. Gothic drama da antologia, cupo, illuminato da un superbo Johnny Depp e dalla Ricci lucente enfant prodige.

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Una settimana da Dio

(2003) R: Tom Shadyac A: Jim Carrey, Jennifer Aniston, Morgan Freeman. Reporter frustrato (Carrey al top) viene contattato dall’Onnipotente che gli propone di prendere il suo posto per un po’. Shadyac trasforma il sogno segreto di tutti in un brillante ordinato ammasso di gag.

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Il miglio verde

(1999) R: Frank Darabont A: Tom Hanks, Michael Clarke Duncan, David Morse. Dal romanzo omonimo di Stephen King, la storia di un gigantesco uomo nero condannato alla sedia elettrica che ha un dono soprannaturale. Il regista de LE ALI DELLA LIBERTA’ confeziona un altro potente dramma prigionistico sottilmente in bilico fra corpo e spirito.