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La casa di Jack

(2018) R: Lars von Trier A: Matt Dillon, Bruno Ganz, Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan. Trier non ce la fa proprio a scrivere film facili, e non si smentisce nemmeno nel caso di questo tanto repellente quanto affascinante thriller con tonalità orroristiche su uno squinternato assassino periodico (un Matt Dillon come non lo avete mai visto) che racconta i suoi ammazzamenti meticolosamente organizzati. Una bella prova di coraggio per lo spettatore ma che alla fine potrebbe perfino pagare.

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Antichrist

(2009) R: Lars von Trier A: Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Storm Acheche Sahlstrom. In lutto per la morte del figlio, lui e lei si rifugiano in una casa nei boschi per provare a scongiurare la fine del loro matrimonio. Ma le cose invece di migliorare peggiorano. Il solito dinamitardo Trier confeziona una pellicola esplosivamente sanguinaria ed eroticamente deflagrante. Dafoe e Gainsbourg fanno a gara a chi ce ne dà di più. Osceno? Sì. Evitabile? Forse, ma un tentativo… Charlotte Gainsbourg premiata a Cannes.

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Dogville

(2003) R: Lars von Trier A: Nicole Kidman, Paul Bettany, Lauren Bacall, Harriet Andersson. La Kidman in fuga da una banda di gangster finisce in un piccolo villaggio fra le Montagne Rocciose mettendone in crisi gli equilibri. Lungo e impervio ma fascinatorio, costituisce un’esperienza provante che vale senz’altro la pena di provare.

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Melancholia

(2011) R: Lars von Trier A: Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Alexander Skarsgard. La trama ruota attorno alla sposina Dunst sprofondata nella depressione mentre un misterioso pianeta chiamato Melancholia sta per sprofondare sulla Terra. Tutto molto felice insomma in quest’opera di bizzarra fantascienza di quel mattacchione di Trier, che attraverso il consueto ardire da indiscutibile autore di razza costruisce un film cupo e catastrofico di robusto impatto emotivo, in pratica come se vi arrivasse davvero sulla testa un pianeta, con un finale che vi ci vorranno almeno un paio di whiskey per riprendervi. Premio alla Dunst come miglior attrice a Cannes.

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Dancer in the dark

(2000) R: Von Trier A: Bjork, Catherine Deneuve, David Morse. Immigrata ceca quasi cieca si ammazza di lavoro per far operare il figlio che rischia la stessa sorte. Anarco-musical d’autore per cuori impavidi, Bjork tenera e spietata cerca luce in un mondo di ombre. La scena finale lascia il segno.

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Le onde del destino

(1996) R: Lars von Trier A: Emily Watson, Stellan Skarsgard, Katrin Cartlidge. Storia d’amore fra una sconvolgente Emily Watson e un operaio danese travolti da un atroce scherzo del destino. Dalla religiosità più pura passando attraverso un emozionante erotismo fino alla redenzione, Trier dà un tocco di divino al quotidiano.