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Mud

(2012) R: Jeff Nichols A: Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Jacob Lofland, Sam Shepard, Reese Witherspoon. Ambientato sul delta del Mississippi, storia di due ragazzini che aiutano un fuggitivo a fuggire. Favola bella, tenera ma ostica, illuminata dalla meravigliosa fotografia di Adam Stone. McConaughey è carismatico e romantico in quella che si può considerare come una delle sue performance più incisive.

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Novecento

(1976) R: Bernardo Bertolucci A: Robert De Niro, Gerard Depardieu, Dominique Sanda. Storia di un’amicizia fra un ricco proprietario terriero e un contadino, a cavallo fra la Prima guerra mondiale e il Fascismo. Dramma epopeico di vaste dimensioni, lungo oltre l’umana tolleranza (nella versione integrale arriva a 5 ore!) ma la lunghezza è dovuta al fatto che Bertolucci ci mette dentro tutto lo scibile, dalla storia alla filosofia, dall’amore alla violenza. Splendida la fotografia di Vittorio Storaro.

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La grande bellezza

(2013) R: Paolo Sorrentino A: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi. Servillo è un giornalista di costume che si muove agilmente all’interno della movida romana. Impregnato di felliniana devozione, potremmo dire una DOLCE VITA post litteram, è un film straordinario per fascino e impertinenza. Sceneggiato dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello, vinse l’Oscar come miglior film straniero.

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Nick mano fredda

(1967) R: Stuart Rosenberg A: Paul Newman, George Kennedy, Strother Martin. Condannato ai lavori forzati tenta più volte di fuggire diventando così l’idolo dei suoi compagni. Newman dà dell’ indomito Nick una raffigurazione stratosferica, tanto dal punto di vista mentale quanto (ancora di più) da quello fisico. Film bello e doloroso.

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La promessa

(2001) R: Sean Penn A: Jack Nicholson, Benicio Del Toro, Patricia Clarkson. Poliziotto quasi alla pensione decide di occuparsi del caso di omicidio di una bambina. Giallo di spessore diretto da Penn, sempre convincente anche in fase di regia, trascinato da un sensazionale Nicholson che una volta tanto non gigiona.

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Il curioso caso di Benjamin Button

(2008) R: David Fincher A: Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton. Bizzarra storia di una vita al contrario, dalla vecchiaia alla giovinezza. Fincher prende un racconto breve di Francis Scott Fitzgerald, e ne fa un film lungo dallo storytelling sopraffino e il notevole cast, compiendo un autentico miracolo cinematografico. 3 Oscar. Troppo pochi.

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Cruising

(1980) R: William Friedkin A: Al Pacino, Paul Sorvino, Karen Allen. A New York c’è un maniaco ammazza-gay, gli dà la caccia il poliziotto Pacino. Tratto da un romanzo di Gerald Walker, per quanto vagamente retorico nella descrizione del mondo omosessuale, il film finisce per essere decisamente avvincente.

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Il selvaggio

TOP (1953) R: Laszlo Benedek A: Marlon Brando, Mary Murphy, Robert Keit. Brando è il capo di una banda di motociclisti che mette a soqquadro una piccola cittadina. Per quanto la pellicola fornisca una visione un filo datata, trattasi del film con il quale si va a perfezionare il processo di erotizzazione/mitizzazione del divo Marlon Brando iniziato con UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO. Ergo, da non mancare.

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Borsalino

(1970) R: Jacques Deray A: Jean-Paul Belmondo, Alain Delon, Catherine Rouvel. Da un romanzo di Eugène Saccomano, Belmondo/Delon sono due furfanti marsigliesi che si mettono in società per vivere di malavita. I due sex symbol del cinema d’oltralpe danno gusto alla solita minestra del film di crimine.

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The Hurt Locker

(2008) R: Kathryn Bigelow A: Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Guy Pearce. Squadra di artificieri è incaricata di sminare dei territori in Iraq. Bigelow dirige un grande film, aspro, carico di tensione è il caso di dire “esplosiva”. Un milione di riconoscimenti fra cui 6 Oscar, anche come miglior film e miglior regia.