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Hereafter

(2010) R: Clint Eastwood A: Matt Damon, Cecile De France, Bryce Dallas Howard. Il racconto di tre vite destinate ad incrociarsi, tre personaggi, un unico tragico destino: la dura legge dell’ineluttabile. Eastwood guarda in faccia la morte per ritrovarci la vita. Esistenziale.

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Sweet November – Dolce Novembre

(2001) R: Pat O’Connor A: Keanu Reeves, Charlize Theron, Jason Isaacs. L’anticonformista Theron cerca di umanizzare il cinico pubblicitario in carriera Reeves. Senza troppi sussulti, comunque un film dolce, con due interpreti attrattivi, che scava in profondità.

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Taxi Driver

(1976) R: Martin Scorsese A: Robert De Niro, Jodie Foster, Cybill Shepherd. Ex marine prostrato dalle ingiustizie decide di diventare giustiziere. Freddo e straniante, lo spettatore sbigottito contempla un monumento al cinema. Ciononostante (a giudizio del sottoscritto ma non solo, v. il critico americano Leonard Maltin) discretamente sopravvalutato, parzialmente redento da una performance maiuscola di De Niro.

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This must be the place

(2011) R: Paolo Sorrentino A: Sean Penn, Frances McDormand, Judd Hirsch. Penn e’ Cheyenne, rockstar in pensione a caccia di nazisti. L’ex marito di Madonna in mascagna nera è quasi irriconoscibile, lo si riconosce comunque dall’abilità con cui “inventa” i personaggi e il fervore con cui ci si sprofonda dentro. Film accattivante, la fotografia sontuosa, il finale spaccacuore. Le musiche sono di David Byrne. Premiato con 6 David di Donatello, fra cui uno a Sorrentino/Contarello per la miglior sceneggiatura.

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Good Bye Lenin!

(2003) R: Wolfgang Becker A: Daniel Bruhl, Katrin Sass, Chulpan Khamatova. Per risparmiare emozioni forti alla mamma appena uscita dal coma un giovane tedesco dell’est le fa credere che il muro di Berlino sia ancora su. Come dipingere un dramma con tocco lento e leggero. Qualche imprecisione storico-filologica non inficia però il risultato più che apprezzabile dell’operazione.

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Titanic

(1997) R: James Cameron A: Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Billy Zane. La nota vicenda della nave affondata da un iceberg. Spettacolo a ogni pié sospinto, magnetismo attoriale, le note di My heart will go on che risuonano in eterno. Con 11 Oscar, è il film più premiato di sempre assieme a BEN HUR e IL SIGNORE DEGLI ANELLI – IL RITORNO DEL RE.

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Trainspotting

(1996) R: Danny Boyle A: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller. Film sulla tossicodipendenza come tanti, supplisce alla mancanza di originalità con un apparato visivo straordinariamente forte. Colonna sonora adeguata a sottolineare lo smarrimento. Un sequel di minore impatto.

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Un tranquillo weekend di paura

(1972) R: John Boorman A: Jon Voight, Burt Reynolds, Ned Beatty, Ronny Cox. Quattro uomini in barca fanno un’escursione sui monti Appalachi ma attenzione agli indigeni! Adattamento di un romanzo di James Dickey, sublime omaggio al trinomio natura-avventura-sciagura con un macho Reynolds e dei villain davvero paurosi.

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Tre giorni per la verità

(1995) R: Sean Penn A: Jack Nicholson, David Morse, Anjelica Huston. Gioielliere (Nicholson) è deciso a tirar giù dalle spese il guidatore ubriaco che gli ha ucciso la figlia anni prima. Vendicativo dal volto umano, sonnolento ma di enorme pathos. Penn dirige di giustezza, e J. Nicholson sul finale addirittura si commuove!

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Troy

(2004) R: Wolfgang Petersen A: Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom. Rilettura da giornaletto dell’ Iliade di Omero sulla guerra di Troia. Gli americani conoscono poco i poemi epici ma sanno bene come attaccarti allo schermo. Scene di battaglia come non si sono mai viste prima dentro a un kolossal di grande spettacolo.