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Il padre della sposa

(1950) R: Vincente Minnelli A: Spencer Tracy, Joan Bennett, Elizabeth Taylor, Don Taylor. Padre di famiglia deve fare i conti con i preparativi per il matrimonio della figlia diciannovenne. Impeccabile nella sceneggiatura e impareggiabile nelle interpretazioni, costituisce un gioiello della commedia anni cinquanta. Rifatto (bene) nel 1991 con lo stesso titolo.

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Cleopatra

(1963) R: Joseph L. Mankiewicz A: Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Pamela Brown. Il film è una estenuante, tentacolare e sbalorditiva descrizione del triangolo amoroso fra Giulio Cesare, Marcantonio e Cleopatra. Liz è imperiale. Poker di Oscar: fotografia, scenografia, costumi, effetti speciali.

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Il gigante

(1956) R: George Stevens A: Elizabeth Taylor, Rock Hudson, James Dean, Carroll Baker. Dal romanzo di Edna Ferber, storia di due generazioni di proprietari terrieri texani. Melodramma non incredibile dalle fattezze di soap opera, è passato alla storia in quanto ultimo film di un mai abbastanza compianto James Dean. Un Oscar, per la miglior regia.

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Un posto al sole

(1951) R: George Stevens A: Montgomery Clift, Elizabeth Taylor, Shelley Winters. Ispirato a un romanzo di Theodore Dreiser, film su un povero in canna (Clift) che cerca di farsi strada nella vita togliendo di mezzo la fidanzata incinta per sposare una bella ereditiera. Lacrimevole e moralistico, ma la performance di Clift, approssimando per difetto, è spaventosa. 6 Oscar: regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio, costumi, colonna sonora.

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La gatta sul tetto che scotta

TOP (1958) R: Richard Brooks A: Elizabeth Taylor, Paul Newman, Burl Ives. Newman ex giocatore di football dal whisky facile ha un rapporto difficile con la bellissima moglie Taylor e col padre-padrone morente. Magnetismo attoriale in un dramma da teatro altamente corrosivo, fu girato a colori al posto del b/n per mettere in mostra i celebri occhi blu del divo.