Categorie
Recensioni

Lolita

(1962) R: Stanley Kubrick A: James Mason, Shelley Winters, Sue Lyon, Gary Cockrell, Peter Sellers. Dal romanzo di Nabokov (che scrisse personalmente la sceneggiatura), storia dell’amore peccaminoso fra uno stagionato professore e la sua giovanissima figliastra. Trasposizione che beneficia di una messa in scena accurata e di una prestazione strepitosa di Mason. Altro adattamento del romanzo negli anni ’90 con una suppletiva allure erotica.

Categorie
Recensioni

Alfie

(1966) R: Lewis Gilbert A: Michael Caine, Shelley Winters, Millicent Martin. Caine è un eccelso Alfie, autista sciupafemmine che non sa capire se il suo “ruolo” gli piace ancora. Gustoso adattamento di un testo per il teatro di Bill Naughton. Un rifacimento nel 2004, che non regge il confronto.

Categorie
Recensioni

Un posto al sole

(1951) R: George Stevens A: Montgomery Clift, Elizabeth Taylor, Shelley Winters. Ispirato a un romanzo di Theodore Dreiser, film su un povero in canna (Clift) che cerca di farsi strada nella vita togliendo di mezzo la fidanzata incinta per sposare una bella ereditiera. Lacrimevole e moralistico, ma la performance di Clift, approssimando per difetto, è spaventosa. 6 Oscar: regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio, costumi, colonna sonora.

Categorie
Recensioni

Un borghese piccolo piccolo

(1977) R: Mario Monicelli A: Alberto Sordi, Shelley Winters, Vincenzo Crocitti. Gli ammazzano il figlio sotto gli occhi durante una rapina e un modesto impiegato diventa giustiziere. Giorno di ordinaria follia di un italiano medio, Monicelli mette una x sulla commedia all’italiana con un’opera onesta e spietata. Sordi da maschera comica ad antieroe tragico dimostra di essere un attore grande grande.

Categorie
Recensioni

La morte corre sul fiume

TOP (1955) R: Charles Laughton A: Robert Mitchum, Shelley Winters, Lillian Gish. Fanatico religioso con le dita tatuate sposa la moglie di un rapinatore per recuperare il bottino di un colpo. Noir tratto da un romanzo che ha per tema la lotta fra il bene e il male, di cui l’oscuro e bipolare Mitchum è ideale interprete.