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Tutti a casa

(1960) R: Luigi Comencini A: Alberto Sordi, Serge Reggiani, Carla Gravina, Martin Balsam. Dopo l’8 settembre ’43 il sottotenente Sordi, ligio al dovere, le prova tutte per tener unito il suo reparto. Dramma bellico dove si alternano opportunamente momenti tragici e altri comici, diretto abilmente e con delle interpretazioni da lodi.

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Troppo forte

(1986) R: Carlo Verdone A: Carlo Verdone, Alberto Sordi, Stella Hall, John Steiner. Il popolano Verdone ha un sogno: diventare stuntman. Battute citabili e gustosi personaggi fanno di questo sesto lavoro di Verdone regista una pellicola tutta da ridere.

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Il conte Max

(1957) R: Giorgio Bianchi A: Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Anne Vernon, Susana Canales. Il giovane popolano Sordi sogna di entrare a far parte dell’aristocrazia romana, chiede per questo aiuto al nobile decaduto De Sica. Alberto Sordi è davvero insuperabile in questo rifacimento goloso di un film di Mario Camerini del 1937.

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Il medico della mutua

(1968) R: Luigi Zampa A: Alberto Sordi, Bice Valori, Sara Franchetti, Nanda Primavera. Sordi fa un giovane medico affamato di soldi che cerca fortuna all’interno di un sistema sanitario corrotto. Primatista fra i film comici italiani, si compiace della presenza istrionica di un Sordi (che vinse il David di Donatello) a livelli recitativi stratosferici.

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La grande guerra

(1959) R: Mario Monicelli A:  Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Bernard Blier, Folco Lulli. Due perdigiorno (Sordi/Gassman) durante il primo conflitto mondiale provano a imboscarsi ma finiscono al fronte. Eccellente sguardo sugli anni della guerra, perfettamente in equilibrio fra tragico e comico. Sordi/Gassman sono una coppia, è il caso di dire, esplosiva.

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Un americano a Roma

(1954) R: Steno A: Alberto Sordi, Maria Pia Casilio, Ilse Peterson, Anita Durante. Alberto Sordi è uno talmente in fissa con l’America da arrivare a parlare addirittura un inglese… maccheronico! Pellicola tutta da ridere, di satira per certi versi persino banalotta, ma la vis comica di Sordi è esemplare. Entrato a buon diritto nell’immaginario collettivo per la famosa battuta sui maccheroni.

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I vitelloni

(1953) R: Federico Fellini A: Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Franco Interlenghi. Cinque giovani fancazzisti devono affrontare la vita adulta ormai incombente. Col consueto tocco magico Fellini elargisce comprensivo amore e dignità estetica all’umanità del fallimento.

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Un borghese piccolo piccolo

(1977) R: Mario Monicelli A: Alberto Sordi, Shelley Winters, Vincenzo Crocitti. Gli ammazzano il figlio sotto gli occhi durante una rapina e un modesto impiegato diventa giustiziere. Giorno di ordinaria follia di un italiano medio, Monicelli mette una x sulla commedia all’italiana con un’opera onesta e spietata. Sordi da maschera comica ad antieroe tragico dimostra di essere un attore grande grande.

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Lo scopone scientifico

(1972) R: Luigi Comencini A: Alberto Sordi, Silvana Mangano, Joseph Cotten. Straccivendolo e sua moglie giocano a scopone con una vecchia riccona americana con l’intento di spennarla. Saggio tremendo sull’avidità umana, una commedia erosiva con punte di malefico divertimento e un tandem attoriale di assoluto pregio.

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Il marchese del Grillo

(1981) R: Mario Monicelli A: Alberto Sordi, Caroline Berg, Andrea Bevilacqua. L’Albertone nazionale è Onofrio del Grillo, guardia devota al Papa e alla nullafacenza. Sebbene audace nell’eloquio, è una pellicola di sicuro spasso. La maschera di Sordi e’ un fulgido esempio di comicità scomparsa; del resto, parafrasandone una battuta… lui era lui!