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Zelig

(1983) R: Woody Allen A: Woody Allen, Mia Farrow, Patrick Horgan, John Buckwalter. Film di culto, ironico, divertente e tecnicamente impressivo, parla di uno che raggiunge la notorietà per la sua capacità di camaleonticamente apparire e comportarsi come chiunque incontri.

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Broadway Danny Rose

(1984) R: Woody Allen A: Woody Allen, Mia Farrow, Nick Apollo Forte, Sandy Baron. Deliziosa commedia bianco e nera con Woody che fa uno strambo agente teatrale. Funziona tutto a meraviglia, plot, battute, personaggi. David di Donatello alla migliore sceneggiatura straniera.

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Un’altra donna

(1988) R: Woody Allen A: Gena Rowlands, Mia Farrow, Ian Holm, Blythe Danner. Prof di filosofia si appassiona alle sedute di una giovane paziente dello psichiatra che ha lo studio adiacente al suo appartamento. Psico-dramma con afflati bergmaniani, arguto e tortuoso. La Rowlands è sublime. Un film che può dare grandi soddisfazioni, ma non a tutti.

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Radio Days

(1987) R: Woody Allen A: Mia Farrow, Dianne Wiest, Mike Starr, Paul Herman, Diane Keaton. Sguardo elegiaco e accattivante sugli anni d’oro della radio, con Allen voce narrante (magico Oreste Lionello al doppiaggio) che racconta le storie della sua giovinezza.

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Assassinio sul Nilo

(1978) R: John Guillermin A: Peter Ustinov, Mia Farrow, David Niven, Simon MacCorkindale, Jane Birkin, Bette Davis. Da un romanzo di A. Christie che parla dell’assassinio di una odiosa e arrogante ereditiera durante una crociera sul Nilo si sviluppa un giallo raffinato, appagante e pieno di “stelle”. Premio Oscar per i costumi.

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Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York

(1968) R: Roman Polanski A: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer. Favola paurosa su una giovane moglie che rimane incinta del demonio. Dal romanzo omonimo di Ira Levin, opera in cui è l’alienazione mentale più che il terrore a farla da padrona. Polanski è abile e perfido nel mettere lo spettatore in uno stato di ansia perenne. Oscar come miglior attrice non protagonista a Ruth Gordon.