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Moulin Rouge!

(2001) R: Baz Luhrmann A: Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo. Ipercinetico musical sugli intrecci amorosi in una compagnia teatrale parigina di fine Ottocento. Bizzarro, anacronistico, muliebre. Splendidi e dettagliatissimi i costumi.

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Ufficiale e gentiluomo

(1982) R: Taylor Hackford A: Richard Gere, Debra Winger, David Keith. Paula vuole Mayo, Mayo vuole la Marina. Gradevolissimo mash-up di militarismo e tenerezze, con un cast di forte allettamento, bella fotografia e musica ficcante. E 3 minuti finali che decidono una vita.

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Gli spostati

TOP (1961) R: John Huston A: Clarke Gable, Marilyn Monroe, Montgomery Clift. Tre divi di Hollywood in un’opera elegiaca che parla di amore, libertà e cavalli selvaggi. Letterario, melodrammatico, ebbe la disgrazia di essere l’ultimo film sia per la Monroe che per Gable.

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Qualcosa è cambiato

TOP (1997) R: James L. Brooks A: Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear. Nicholson è un favoloso scrittore fobico che si porta le posate sterilizzate al ristorante! Tragicommedia meravigliosamente a cavallo fra il riso e il pianto, con punte di perfezione. Inserito dalla rivista specializzata britannica Empire fra i 500 film più grandi di sempre.

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Rocky

TOP (1976) R: John G. Avildsen A: Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young. Storia di Rocky Balboa, pugile italoamericano che riscatta la meschina esistenza con un incontro di boxe. Epitome del film sportivo, la tesi che lo sport sia la metafora della vita trova qui splendida dimostrazione. Stallone/Rocky è un vero eroe romantico, impossibile non amarlo. Divenne una delle saghe più famose del cinema.

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Dolls

(2002) R: Takeshi Kitano A: Miho Kanno, Hidetoshi Nishijima, Tatsuya Mihashi. Tre storie sull’amore infinito. Cinema astratto che parla di sentimenti concreti, il tema è : gli innamorati sono marionette condotte incontro al tragico. Opera ostica, estetizzante, ma per chi riesce ad entrarvi il risultato non può che essere un’epifania.

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Lolita

TOP (1997) R: Adrian Lyne A: Jeremy Irons, Dominique Swain, Melanie Griffith. La storia di un professore (l’eccellente Jeremy Irons) che s’innamora della figliastra di 12 anni. Secondo adattamento del romanzo di Nabokov, è un film pervaso da grande sensualità, più ossessivo e conturbante rispetto alla versione di Kubrick. La Swain è un perfetto oggetto del desiderio. Pregevoli musiche di Ennio Morricone.

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Io ballo da sola

(1996) R: Bernardo Bertolucci A: Jeremy Irons, Liv Tyler, Carlo Cecchi. La Tyler va a trascorrere un periodo in Toscana dopo il suicidio della madre; qui smetterà di essere adolescente e diventerà donna. E’ un’affascinante storia moderna girata fra splendidi paesaggi, ma anche un viaggio interiore dal leggero al pesante e ritorno. Bertolucci ha tatto, Liv classe.

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Buffalo ’66

(1998) R: Vincento Gallo A: Vincent Gallo, Christina Ricci, Ben Gazzara, Mickey Rourke. Gallo scrive, musica, dirige, interpreta un bel film su un ragazzo che esce di galera dopo ingiusta detenzione. Lirico e sincero, Ricci maliarda in un balletto indimenticabile sulle note di “Moonchild” dei King Crimson, il cameo di Rourke e’ un’apparizione mariana.

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Storia di un matrimonio

(2019) R: Noah Baumbach A: Scarlett Johansson, Adam Driver, Alan Alda. Dramma sulla fine di un matrimonio (“Storia di un divorzio” pareva brutto). Toccante, doloroso ma non vittimista, la Johansson per l’occasione più brava che bella e l’efficace Driver dirigono un’orchestra di attori strepitosi. Distribuzione Netflix.