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Il riccio

(2009) R: Mona Achache A: Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo Igawa, Anne Brochet. In qualche modo basato su L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, descrive il rapporto fra una undicenne aspirante suicida, un raffinato giapponese e una burbera portinaia. Commedia drammatica bene realizzata che regala, anche in virtù di solide interpretazioni, una esperienza emotiva sinceramente appagante.

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L’amore

(1948) R: Roberto Rossellini A: Anna Magnani, Federico Fellini, Peparuolo, Amelia Robert. Due episodi: nel primo una donna scopre al telefono di essere stata lasciata, nel secondo una povera ingenua scambia un vagabondo per San Giuseppe. Magnifico pezzo rosselliniano beneficiante di una strepitosa Magnani e del solito geniale Fellini alla scrittura e recitazione. Imprescindibile per qualunque ammiratore del cinema.

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Un sogno lungo un giorno

(1981) R: Francis Ford Coppola A: Frederic Forrest, Teri Garr, Raul Julia, Nastassja Kinski. Il colossale fiasco che segò le gambe a F. F. Coppola è in realtà un romantico dramma musical-favolesco su due amanti di Las Vegas che si lasciano per poi ritrovarsi.

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Amore e inganni

(2016) R: Whit Stillman A: Kate Beckinsale, Chloë Sevigny, Xavier Samuel, Emma Greenwell. Nell’Ottocento, la seducente vedova Beckinsale usa tattiche subdole per conquistare il cuore del ricco Samuel. Tradotto in libertà per il cinema da un’opera minore di Jane Austen, è una commedia d’epoca brillante ed egregiamente recitata.

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Lunchbox

(2013) R: Ritesh Batra A: Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Lillete Dubey. Dramma indo-sentimentale delicato come il paneer che racconta una storia d’amore condotta attraverso un insolito sistema di “corrispondenza gastro-epistolare”.

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Dieci inverni

(2009) R: Valerio Mieli A: Isabella Ragonese, Michele Riondino, Glen Blackhall, Sergey Zhigunov. Storia di due ragazzi raccontata lungo dieci inverni. Fra tentazioni iperbolico-amorose e una certa limpidezza narrativa Mieli porta a compimento una più che decorosa opera prima. David di Donatello a lui come miglior regista esordiente.

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Cruel Intentions – Prima regola non innamorarsi

(1999) R: Roger Kumble A: Sarah Michelle Gellar, Ryan Phillippe, Reese Witherspoon, Selma Blair. Eccitante dramma sentimental-giovanile dal cast fascinoso che parla di due fratellastri altoborghesi e dei loro giochetti perversi. Libera traslazione su pellicola di un romanzo epistolare fine-settecentesco.

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Wolf – La belva è fuori

(1994) R: Mike Nichols A: Jack Nicholson, Michelle Pfeiffer, James Spader, Kate Nelligan. Eccitante thriller sentimental-orrorifico su un uomo (Nicholson) che dopo essere stato morso da un lupo si ritrova pieno di vigore giovanile e sempre più tendente al licantropo.

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…e alla fine arriva Polly

(2004) R: John Hamburg A: Ben Stiller, Jennifer Aniston, Debra Messing, Philip Seymour Hoffman. Commedia riderella su un mite agente assicurativo che incontra un’ex compagna di classe e se ne innamora. La Aniston attizza, Stiller è sempre buffo, Hoffman un prezioso valore aggiunto.

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Tutti i santi giorni

(2012) R: Paolo Virzì A: Luca Marinelli, Thony, Micol Azzurro, Claudio Pallitto. Fra mille difficoltà, il mite Marinelli e l’esplosiva Thony provano ad avere un figlio. Deliziosamente agrodolce lezione sulla vita e sull’amore eseguita attraverso due interpreti pienamente immedesimati. Colonna musicale curata dalla protagonista. Trasposizione in libertà di un romanzo di Simone Lenzi dal titolo La generazione.