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Munich

(2005) R: Steven Spielberg A: Eric Bana, Daniel Craig, Marie-Josée Croze. Basato su una storia vera, agente del Mossad e la sua squadra danno la caccia a dei terroristi palestinesi responsabili dell’uccisione di 11 atleti israeliani durante le olimpiadi di Monaco del 1972. Avvincente, potrebbe sembrare retoricamente spostato verso le ragioni di Israele, in realtà c’è un buon bilanciamento fra sete di giustizia e pericoloso innesco di meccanismi di rappresaglia.

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Fratello dove sei?

(2000) R: Joel Coen, Ethan Coen A: George Clooney, John Turturro, Tim Blake Nelson, John Goodman. Dai fratelli Coen, che lo hanno anche sceneggiato, una bizzarra rilettura dell’Odissea di Omero, con tre balordi evasi alla ricerca di un tesoro. Fuori di testa come al solito, ma abilissimi con le parole e le immagini, i Fratelli Coen fanno ancora una volta centro.

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Minority Report

(2002) R: Steven Spielberg A: Tom Cruise, Colin Farrell, Samantha Morton. L’accoppiata Spielberg/Cruise puzza di grandiosità e in effetti tutto è grandioso in questo thriller proiettato in un futuro in cui si riescono a prevedere i delitti prima che avvengano. A colpi di ragni robotici e travolgenti coreografie si arriva in fondo al film in un incredibile stato di eccitazione. Liberamente ispirato all’omonimo racconto di fantascienza di Philip K. Dick.

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Rocco e i suoi fratelli

TOP (1960) R: Luchino Visconti A: Alain Delon, Renato Salvatori, Annie Girardot. Storia di una rivalità familiare fra due fratelli emigrati al Nord innamorati della stessa donna. Dirompente combo di lirismo e realismo sociale, un’opera impeccabile dal punto di vista formale e del contenuto, che vanta delle prestazioni attoriche inossidabili. Leone d’Oro a Venezia.

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Alaska

(2015) R: Claudio Cupellini A: Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco. Storia d’amore e di sofferenza fra Germano e la francesina Berges-Frisbey. Un film raro, poetico e appassionato. Elio Germano pretende di essere annoverato fra i migliori talenti italiani. E ci riesce.

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Johnny Guitar

(1954) R: Nicholas Ray A: Joan Crawford, Sterling Hayden, Mercedes McCambridge. Western psicosessuale piuttosto fuori dai canoni che racconta dello scontro fra due donne (per questo fuori dai canoni), Crawford proprietaria di un saloon e l’aggressiva McCambridge, fra le quali si mette il pistolero Hayden.

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Mulholland Drive

(2001) R: David Lynch A: Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux. Giovane attrice arriva a Hollywood e cerca di risolvere il mistero di una donna che ha perso la memoria. Onirico al limite della comprensibilità, com’è il consueto stile lynchiano, ma affascinante, merito anche di una Watts eccezionale. E’ un film NON per tutti i gusti.

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XXX

(2002) R: Rob Cohen A: Vin Diesel, Asia Argento, Marton Csokas. Diesel è una specie di cazzuto James Bond con la testa rasata e i tatuaggi che viene reclutato dal governo per una missione speciale. Ci sono 1) acrobazie 2) inseguimenti 3) detonazioni. Punto. Del resto… cos’altro dovrebbe offrire un film d’azione! Ah dimenticavo: 4) una potente colonna sonora.

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La bella scontrosa

(1991) R: Jacques Rivette A: Michel Piccoli, Jane Birkin, Emmanuelle Beart. Chicca semisconosciuta ma di assoluto valore che parla del rapporto controverso fra un pittore e la sua modella. Lungo e compassato, eppure coinvolgente dall’inizio alla fine anche grazie ad interpretazioni di pregio, costituisce una passionale disamina del processo creativo e delle nevrosi che lo accompagnano.

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Il mago di Oz

(1939) R: Victor Fleming, George Cukor, Mervyn LeRoy, Norman Taurog, King Vidor A: Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger. Classico della cinematografia americana ispirato all’arcinoto romanzo di L. Frank Baum su una ragazzina del Kansas di nome Dorothy che finisce in un mondo fantastico popolato da bizzarre creature. Emozionante, è tutto perfetto, a partire dalla Garland nei panni della giovane protagonista fino alle musiche sognanti per le quali vinse l’Oscar. Premiato con la statuetta anche per la miglior canzone Over the rainbow. Intramontabile.