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I racconti di Canterbury

(1972) R: Pier Paolo Pasolini A: Hugh Griffith, Laura Betti, Ninetto Davoli, Franco Citti. Capitolo due della trilogia della vita di P. Paolo Pasolini dopo IL DECAMERON, racconta delle avventure di contadini, nobiluomini, chierici e demoni in pieno medioevo londinese. Dall’opera omonima di Chaucer, è un’ardita mescolanza di grottesco, tragico e umoristico messi insieme con il consueto diletto pasoliniano. Fu Orso d’oro a Berlino.

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Opera

(1987) R: Dario Argento A: Cristina Marsillach, Ian Charleson, Urbano Barberini, Daria Nicolodi. Cantante lirica accetta di sostituire una collega alla vigilia della prima di Macbeth, nonostante si dica porti sfiga a chi la interpreta. Efferato, visualmente singolare e terrorizzante, una gemma nella produzione argentiana. Colonna musicale rock a cura di Claudio Simonetti.

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Il miracolo della 34a strada

(1947) R: George Seaton A: Edmund Gwenn, Maureen O’Hara, John Payne, Gene Lockhart. Adorabile, immaginosa e divertente commedia fantastica su un vecchietto convinto di essere il vero Babbo Natale. Classico delle feste natalizie, ottenne 3 Oscar: attore non protagonista, soggetto, sceneggiatura non originale. Rifatto senza troppo mordente nel 1994.

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Antichrist

(2009) R: Lars von Trier A: Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Storm Acheche Sahlstrom. In lutto per la morte del figlio, lui e lei si rifugiano in una casa nei boschi per provare a scongiurare la fine del loro matrimonio. Ma le cose invece di migliorare peggiorano. Il solito dinamitardo Trier confeziona una pellicola esplosivamente sanguinaria ed eroticamente deflagrante. Dafoe e Gainsbourg fanno a gara a chi ce ne dà di più. Osceno? Sì. Evitabile? Forse, ma un tentativo… Charlotte Gainsbourg premiata a Cannes.

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Estate 1993

(2017) R: Carla Simón A: Laia Artigas, Paula Robles, Bruna Cusí, David Verdaguer. Da una storia vera, bimba rimasta orfana fatica ad adattarsi alla nuova vita con la famiglia adottiva. Pellicola intima e delicatamente tragica che può contare sulla performance piena di fervore di una giovanissima interprete. Candidatura agli Oscar per la Spagna.

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Piombo rovente

(1957) R: Alexander Mackendrick A: Burt Lancaster, Tony Curtis, Susan Harrison, Martin Milner. Influente giornalista nuiorchese morbosamente legato alla sorella decide di costruire ad arte uno scandalo attorno a un giovane jazzista di lei promesso sposo. Fra i noir migliori di sempre, è un’opera sozza e penetrante, girata in un fulgido bianco/nero e con delle interpretazioni imperiali.

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Questa è la mia vita

(1962) R: Jean-Luc Godard A: Anna Karina, Sady Rebbot, André S. Labarthe, Guylaine Schlumberger. Strutturato in 12 episodi, racconta le vicende della squillo parigina Nanà (una Karina molto al di là di carina). Film onesto, puro e lacerante. Fu Leone d’argento a Venezia.

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Il buio nella mente

(1995) R: Claude Chabrol A: Isabelle Huppert, Sandrine Bonnaire, Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Cassel. Storia di una domestica assunta da una famiglia benestante che vive in una villa isolata nella campagna bretone. Quando fa amicizia con un’impiegata postale le conseguenze sono disastrose. Dramma avvincente e furioso, elevato da due performance stellari della coppia Huppert/Bonnaire premiata per la miglior interpretazione a Venezia.

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Capriccio

(1987) R: Tinto Brass A: Nicola Warren, Francesca Dellera, Andy J. Forest, Luigi Laezza. Due coniugi americani tornano in Italia dove si erano conosciuti e lì si abbandonano a procaci relazioni sessuali per riaccendere la passione fra loro. Spassosamente osé con una Dellera da svenimento. Liberissimamente tratto da un romanzo di Mario Soldati, contiene cameo di Brass come guardone.

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Irréversible

(2002) R: Gaspar Noé A: Monica Bellucci, Vincent Cassel, Albert Dupontel, Jo Prestiaa. Due ragazzi (Cassel e Dupontel) vogliono vendicare la violenza carnale subita da una donna (Bellucci). Montato a ritroso nel tempo, è un film sconvolgente e rivoltante. La maggior parte delle persone lo troverà inguardabile, in effetti lo è ma vale un tentativo se non altro per l’originalità. Turbò Cannes.