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Il conformista

(1970) R: Bernardo Bertolucci A: Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Gastone Moschin, Enzo Tarascio. Spia fascista si reca in viaggio di nozze a Parigi con l’obiettivo di eliminare un dissidente politico. Dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, dramma audace e sontuosamente artistico. La fotografia di Storaro incanta. Ottenne David di Donatello al miglior film e candidatura agli Oscar per la sceneggiatura.

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Io e te

(2012) R: Bernardo Bertolucci A: Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Veronica Lazar. Dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, è la storia di un solitario quattordicenne che si crea un mondo “altro” in cantina. Valente Kammerspiel, leggero ma impetuoso e fortemente gratificante, con delle incisive performance. Fu l’ultimo lavoro di Bertolucci regista.

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Il tè nel deserto

(1990) R: Bernardo Bertolucci A:  Debra Winger, John Malkovich, Campbell Scott, Jill Bennett. Dall’omonimo romanzo di Paul Bowles, marito musicista e moglie scrittrice assieme ad un amico in cerca di avventura decidono di fare un viaggio in Africa per ritrovare un po’ di quella ispirazione che non hanno più. Lungo e poderoso viaggio psico-erotico alla ricerca di sé. La fotografia di Vittorio Storaro mozza il fiato.

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Novecento

(1976) R: Bernardo Bertolucci A: Robert De Niro, Gerard Depardieu, Dominique Sanda. Storia di un’amicizia fra un ricco proprietario terriero e un contadino, a cavallo fra la Prima guerra mondiale e il Fascismo. Dramma epopeico di vaste dimensioni, lungo oltre l’umana tolleranza (nella versione integrale arriva a 5 ore!) ma la lunghezza è dovuta al fatto che Bertolucci ci mette dentro tutto lo scibile, dalla storia alla filosofia, dall’amore alla violenza. Splendida la fotografia di Vittorio Storaro.

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The Dreamers – I sognatori

(2003) R: Bernardo Bertolucci A: Michael Pitt, Louis Garrel, Eva Green. Basato su un racconto che parla di un triangolo amoroso fra uno studente americano e una coppia di fratelli lui-lei. Bello da sfrontato, meno quando diventa morboso, è ciononostante un’opera di indubbio fascino, ben recitata e inevitabilmente ben diretta.

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Ultimo tango a Parigi

TOP (1972) R: Bernardo Bertolucci A: Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi. Americano a Parigi per superare il suicidio della moglie intreccia una relazione con una giovane donna. Opera magistrale che racconta con straordinario trasporto l’amore, la libertà e la morte : in pratica la vita. Brando e Schneider sono degli autentici eroi tragici.

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Piccolo Buddha

(1993) R: Bernardo Bertolucci A: Keanu Reeves, Bridget Fonda, Chris Isaak. Tratto dall’omonimo romanzo, un monaco tibetano vuole scoprire in chi si è reincarnato il suo maestro morto. Bertolucci grande ammiratore dell’Oriente racconta una storia appassionante con delicatezza d’animo e grande attenzione all’iconografia.

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L’ultimo imperatore

(1987) R: Bernardo Bertolucci A: John Lone, Joan Chen, Peter O’Toole. Bertolucci mette colossalmente in scena la storia vera di Pu Yi, ultimo imperatore della Cina. Calza tutto a pennello, narrazione, vestiario, recitazione. 9 Oscar probabilmente non sono casuali.

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Io ballo da sola

(1996) R: Bernardo Bertolucci A: Jeremy Irons, Liv Tyler, Carlo Cecchi. La Tyler va a trascorrere un periodo in Toscana dopo il suicidio della madre; qui smetterà di essere adolescente e diventerà donna. E’ un’affascinante storia moderna girata fra splendidi paesaggi, ma anche un viaggio interiore dal leggero al pesante e ritorno. Bertolucci ha tatto, Liv classe.