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Lincoln

(2012) R: Steven Spielberg A: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt. Bio-film che racconta gli ultimi mesi di vita del presidente americano Abraham Lincoln alle prese con l’abolizione della schiavitù. Pellicola logorroica e dettagliatissima, a tratti discretamente noiosa ma prepotentemente trascinata da una prestazione titanica di Day-Lewis, che ha vinto ovviamente l’Oscar.

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Il divo

(2008) R: Paolo Sorrentino A: Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci. Sontuoso bio-film con delle pregevoli performance sulla vita di Giulio Andreotti. Restituisce una immagine del politico democristiano per quanto controversa ma certamente affascinante. Diversi i riconoscimenti, fra cui Premio della giuria per Sorrentino a Cannes e 7 David di Donatello.

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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

(2018) R: Yann Demange A: Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh. Storia vera di un adolescente anni 80 prima informatore dell’FBI che divenne successivamente spacciatore di cocaina. Spavaldo, duro e triste, dà in ogni caso grande soddisfazione. Incisiva come sempre la recitazione di McConaughey, e credibile pure il giovane Merritt nelle vesti di White Boy Rick.

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Charlot

(1992) R: Richard Attenborough A: Robert Downey Jr., Geraldine Chaplin, Paul Rhys, John Thaw. Film biografico sulla vita variegata di Charlie Chaplin star del muto. La pellicola corre sul filo dell’ossequio senza troppi sussulti, ma alla fine quello che conta è la performance sfavillante di Downey Jr. La figlia del vero Charlie, Geraldine Chaplin, interpreta la propria nonna.

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J. Edgar

(2011) R: Clint Eastwood A: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Josh Hamilton. Storia vera di John Edgar Hoover, storico direttore dell’FBI. Si sonnecchia qua e là, questo è vero, ma il livello di realizzazione non si discute e la forza della recitazione dicapriana rende la pellicola ampiamente fascinosa.

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84 Charing Cross Road

(1987) R: David Hugh Jones A: Anne Bancroft, Anthony Hopkins, Judi Dench, Jean De Baer. Storia vera di una decennale corrispondenza fra una lettrice e il proprietario di una libreria londinese. Film importante e romantico, con delle esibizioni che lasciano il segno.

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Jarhead

(2005) R: Sam Mendes A: Jake Gyllenhaal, Jamie Foxx, Lucas Black, Scott MacDonald. Coinvolgente storia vera di un cecchino dei Marines durante la prima Guerra del Golfo. Niente di nuovo sul fronte del film bellico, ma impressionante da vedere, e fornisce una straordinaria tensione emotiva. La guerra finisce per vedersi meno di quanto non si percepisca ma ciò a volte è un bene.

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L’arte di vincere

(2011) R: Bennett Miller A: Brad Pitt, Robin Wright, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman. Storia vera del direttore generale di una squadra di baseball (Pitt) che riesce con due lire a tirar su uno squadrone sfruttando un sistema basato sul puro calcolo matematico. Pellicola che ha la capacità straordinaria di intrattenere quand’anche non commuovere, che esulta nell’aver trovato lo strike vincente con un B. Pitt furiosamente eccitante e Hill un prezioso deuteragonista. Di quei film dei quali si sente sempre un gran bisogno.

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La mia Africa

(1985) R: Sydney Pollack A: Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen. Relazione amorosa fra una baronessa danese e un cacciatore di elefanti nel Kenya coloniale del 20esimo secolo. Dal romanzo autobiografico di Karen Blixen, è un elegante ottimamente appagante dramma sentimentale, forte di una ricostruzione sontuosa di epoca e spazi. La coppia Streep/Redford fa venire un caldo africano ogni volta che si avvicina alla camera! Caterva di Oscar, tra cui miglior film e miglior regia.

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Il castello di vetro

(2017) R: Destin Daniel Cretton A: Brie Larson, Woody Harrelson, Naomi Watts, Ella Anderson. Dramma ancorché difettoso ma certamente ammaliante sulla vita errabonda e disagiata di due genitori disfunzionali e i loro 4 ragazzini. La storia è vera, com’è vero il carisma di Harrelson che si mangia la parte sputandoci fuori una figura genitoriale tanto egra quanto emotivamente suadente.