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Star Trek

(2009) R: J.J. Abrams A: Chris Pine, Zachary Quinto, Simon Pegg, Leonard Nimoy. Resurrezione dell’arcinota saga di fantascienza, ideata da Gene Roddenberry, che racconta le avventure di un’astronave su cui viaggiano bizzarri personaggi. Due ore all’insegna del puro intrattenimento, con una storia solida e della esilarante azione. Vinse un Oscar per il miglior trucco.

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Pitch Black

(2000) R: David Twohy A: Radha Mitchell, Cole Hauser, Vin Diesel, Keith David. Astronave si schianta su un pianeta popolato da mutanti assetati di sangue che hanno ucciso tutti gli altri abitanti. Thriller fantascientifico sulle coordinate del buon thriller fantascientifico, con un solo fondamentale elemento che lo differenzia dagli altri: Vin Diesel.

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Gravity

(2013) R: Alfonso Cuaron A: Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen. Due astronauti devono cercare di sopravvivere per aria dopo un incidente a bordo della loro navicella. Thriller di fantascienza è il caso di dire davvero spaziale, pervasivo, visivamente possente da inchiodarti allo schermo. Attenzione alle performance di Bullock e Clooney mai stati più intensi.

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Nirvana

(1997) R: Gabriele Salvatores A: Christopher Lambert, Diego Abatantuono, Sergio Rubini, Stefania Rocca. Designer di videogame scopre che il suo ultimo prodotto ha preso un virus che ha conferito una coscienza a Solo, protagonista del gioco. Film sui generis ma stuzzicante, uno dei rarissimi prodotti fantascientifici italiani discretamente riusciti. E questo, fosse anche l’unico, è un buon motivo per vederlo. Fu il film di maggior successo di pubblico (non di critica) nella carriera di Salvatores.

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Solaris

(1972) R: Andrei Tarkovsky A: Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Juri Jarvet, Vladislav Dvorzhetskiy. Scienziato è chiamato a indagare su un misterioso pianeta. Magnetico, ancorché lento ed estenuante, in pratica 2001: ODISSEA versione russa. E proprio come il film di Kubrick, dà grande soddisfazione alla fine… se si riesce a finirlo! Vinse il premio speciale della Giuria a Cannes.

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Interstellar

(2014) R: Christopher Nolan A: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Mackenzie Foy. Team di esploratori attraversa lo spazio per garantire la sopravvivenza dell’umanità. Dei personaggi finemente caratterizzati su sfondi all’avanguardia assicurano al film un esito fortemente impressivo. Qualcuno potrà trovarlo forse troppo ridondante e pretenzioso, ma ne apprezzerà comunque la recitazione, McConaughey su tutti. Oscar per gli effetti speciali.

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Inception

(2010) R: Christopher Nolan A: Leonardo DiCaprio, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Ken Watanabe. La trama potrebbe essere semplicisticamente sintetizzata così: un film che parla di sogno e realtà. Originale ed estremamente ben condotto, potrebbe apparire eccessivamente pretenzioso e labirintico ad alcuni. Vale comunque la pena di fare un tentativo, se vi stancate potete sempre togliere il DVD!

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L’invasione degli ultracorpi

(1956) R: Don Siegel A: Kevin McCarthy, Dana Wynter, Larry Gates, King Donovan. Dall’omonimo romanzo di Jack Finney, un medico scopre che la sua città è stata invasa dagli alieni che hanno sostituito gli abitanti con dei duplicati. Film di fantascienza paurosa a basso costo, diventato con il tempo un classico. C’è tutto di orrorifico, musiche incluse. Accusato di propaganda anticomunista, senza per altro alcuna evidenza, ebbe 3 rifacimenti: 1978, 1993, 2007.

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The Prestige

(2006) R: Christopher Nolan A: Christian Bale, Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Michael Caine. Bale e Jackman sono due due maghi londinesi vittoriani che si sfidano ogni sera a colpi di prestigi. Interpreti davvero magici danno luce a un film scuro e ossessivo. Nolan ci sa fare, senza trucco e senza inganno. Dal romanzo omonimo di Christopher Priest.

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Melancholia

(2011) R: Lars von Trier A: Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Alexander Skarsgard. La trama ruota attorno alla sposina Dunst sprofondata nella depressione mentre un misterioso pianeta chiamato Melancholia sta per sprofondare sulla Terra. Tutto molto felice insomma in quest’opera di bizzarra fantascienza di quel mattacchione di Trier, che attraverso il consueto ardire da indiscutibile autore di razza costruisce un film cupo e catastrofico di robusto impatto emotivo, in pratica come se vi arrivasse davvero sulla testa un pianeta, con un finale che vi ci vorranno almeno un paio di whiskey per riprendervi. Premio alla Dunst come miglior attrice a Cannes.