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Momenti di gloria

(1981) R: Hugh Hudson A: Ben Cross, Ian Charleson, Nicholas Farrell, Nigel Havers. Da una storia vera, due britannici uno ebreo l’altro cristiano competono alle Olimpiadi di Parigi del 1924. E’ un dramma sportivo che è però molto più di un dramma sportivo, ovvero una specie di chiave spirituale per farci accedere all’animo umano. Eccelse le musiche di Vangelis che infatti vinse uno dei 4 Oscar assegnati alla pellicola, assieme a film, sceneggiatura e costumi.

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L’arte di vincere

(2011) R: Bennett Miller A: Brad Pitt, Robin Wright, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman. Storia vera del direttore generale di una squadra di baseball (Pitt) che riesce con due lire a tirar su uno squadrone sfruttando un sistema basato sul puro calcolo matematico. Pellicola che ha la capacità straordinaria di intrattenere quand’anche non commuovere, che esulta nell’aver trovato lo strike vincente con un B. Pitt furiosamente eccitante e Hill un prezioso deuteragonista. Di quei film dei quali si sente sempre un gran bisogno.

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Kickboxer – Il nuovo guerriero

(1989) R: Mark DiSalle, David Worth A: Jean-Claude Van Damme, Dennis Alexio, Dennis Chan, Michel Qissi. Un film che va preso semplicemente per quello che è, vale a dire un eccitante combattimento di arti marziali condotto da un nerboruto Van Damme che tira calci a tutto spiano. Maggior successo dell’iconico attore belga, ebbe diversi sequel e reboot, nessuno come l’originale.

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Un mercoledi da leoni

(1978) R: John Milius A: Jan-Michael Vincent, William Katt, Gary Busey. Le storie in salita di alcuni surfisti californiani degli anni Sessanta. Energica e accorata descrizione di una generazione in difficile equilibrio sulle onde della vita.

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Il colosso d’argilla

(1956) R: Mark Robson A: Humphrey Bogart, Rod Steiger, Jan Sterling. Ultimo film di Bogart che fa un ex giornalista sportivo ingaggiato per lanciare un pugile argentino con incontri truccati. Liberissimamente ispirato alla vita di Primo Carnera, un film asciutto ed energico fondato sull’asse ring/vita, pregno di grazia attoriale.

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Cinderella Man – Una ragione per lottare

(2004) R: Ron Howard A: Russell Crowe, Renée Zellweger, Craig Bierko. Ispirato alla storia vera di Jim Braddock, pugile irlandese degli anni Trenta. Howard da abile regista qual’è sa intrattenere preservando una certa capacità riflessiva diretta alla compassione. Crowe ha energia e fisico per essere un perfetto boxeur.

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Lords of Dogtown

(2005) R: Catherine Hardwicke A: Heath Ledger, Emile Hirsch, Victor Rasuk. La vera storia di una banda di skaters degli anni Settanta. Un film dalla fragranza giovanile dove attori si sovrappongono agli originali fra evoluzioni e dialoghi spiritosi. Documenta, ma senza mai perdere di vista la poesia.

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Il colore dei soldi

(1986) R: Martin Scorsese A: Paul Newman, Tom Cruise, Mary Elizabeth Mastrantonio. Vecchio campione di biliardo (Newman) addestra alla stecca il suo pupillo (Cruise) per far soldi. Seguito de LO SPACCONE con lo stesso Newman, è una pellicola dalla regia magistrale e la recitazione elettrizzante. Oscar al divo dagli occhi blu, incomprensibilmente l’unico in una carriera comunque sfolgorante.

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Giorni di tuono

(1990) R: Tony Scott A: Tom Cruise, Nicole Kidman, Robert Duvall. Spericolato collaudatore d’auto ha l’opportunità di gareggiare ad alti livelli. Roboante show di corse in pista, Kidman è deliziosa, Cruise un carismatico trascinatore. Galeotto fu il set per loro.

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La leggenda di Bagger Vance

(2000) R: Robert Redford A: Will Smith, Matt Damon, Charlize Theron. Giocatore di golf tornato profondamente segnato dalla guerra cerca di rialzarsi partecipando ad un torneo. Tratta da un romanzo, è una significativa pellicola sullo sport inteso come metafora della vita, recitata in maniera appagante. Redford autore di spessore, nella circostanza impegnato in un riscatto prima umano che sportivo, ne esce vincitore.