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Io, Daniel Blake

(2016) R: Ken Loach A: Dave Johns, Hayley Squires, Sharon Percy, Briana Shann. Storia di Daniel, operaio con problemi di cuore che si trova costretto a chiedere aiuto allo Stato. Descrizione struggente di una vita in bilico fra malattia e burocrazia, da parte di un regista sempre particolarmente attento agli aspetti politico-sociali. Stilizzato, ma di grande afflato umanitario. Palma d’Oro a Cannes, oltre che Miglior film britannico dell’anno.

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Die Hard – Trappola di cristallo

TOP (1988) R: John McTiernan A: Bruce Willis, Alan Rickman, Bonnie Bedelia, Reginald VelJohnson. Da un romanzo, poliziotto nuiorchese (Willis in incredibile stato di forma) si trova in un grattacielo di Los Angeles mentre questo viene attaccato da un gruppo di terroristi. Portentoso e irruente action movie ricco di esplosioni e numeri circensi. Primo di una serie, servì da trampolino di lancio per la carriera di B. Willis.

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Grosso guaio a Chinatown

(1986) R: John Carpenter A: Kurt Russell, Kim Cattrall, Dennis Dun, James Hong. Il camionista Russell si trova invischiato in una assurda avventura fra i vicoli di Chinatown. Carpenter fa un bel frullatone di commedia, arti marziali ed elementi fantastici, e disseta abbastanza. K. Russell è un gustoso ibrido John Wayne/Indiana Jones in canottiera.

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Gremlins

(1984) R:  Joe Dante A: Zach Galligan, Phoebe Cates, Hoyt Axton, John Louie. Questo film su degli strambi mostriciattoli pelosi riscosse un incredibile successo di pubblico e critica tanto da essere considerato un caposaldo del cinema ottantesco, grazie all’abile pot-pourri di generi messo in campo, dall’horror al fantastico passando per la commedia. Sceneggiato da Chris Columbus, fu prodotto da uno che di mostriciattoli se ne intende… Steven Spielberg.

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Hunger Games

(2012) R: Gary Ross A: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Stanley Tucci. In un futuro distopico, dei giovani vengono selezionati ogni anno per partecipare agli Hunger Games, evento violento dove vince chi sopravvive. Dall’omonimo romanzo di Suzanne Collins, spettacolare reality cinematografico a cui giovano belle ambientazioni e una Lawrence sul velluto. Due sequel, il secondo diviso in due parti. Pensato per i giovani, si presta anche a una visione adulta.

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Don Camillo

(1952) R: Julien Duvivier A: Fernandel, Gino Cervi, Vera Talchi, Franco Interlenghi. Descrizione briosa e divertente della rivalità fra il prete Don Camillo (Fernandel) e il comunista Peppone (Cervi) in un paesino della bassa emiliana. Liberamente tratto dai personaggi di Giovannino Guareschi, ebbe quattro seguiti.

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Saw – L’enigmista

(2004) R: James Wan A: Cary Elwes, Leigh Whannell, Danny Glover, Ken Leung. Due uomini si risvegliano incatenati in un bagno con un morto steso in mezzo alla stanza. Piuttosto disgustoso ma di sicuro effetto, non è un film per tutti gli stomaci. Ha dato origine all’omonimo franchise.

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Eva contro Eva

(1950) R: Joseph L. Mankiewicz A: Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders, Celeste Holm. Da un racconto di Mary Orr, Eva (la splendida Davis) è una giovane ragazza amante del teatro che riesce a diventare la segretaria della super diva Margo (Baxter). Nasceranno i problemi. Battute sferzanti e gustoso cinismo in una pellicola che costituisce un potente j’accuse nei confronti del mondo del teatro. Vinse 6 Oscar, fra cui miglior film, e ispirò un musical di Broadway.

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Nashville

(1975) R: Robert Altman A: Keith Carradine, Karen Black, Ronee Blakley, Shelley Duvall. I destini di 24 personaggi si intrecciano imprevedibilmente durante un festival di musica country a Nashville. Il meraviglioso Altman compone un variopinto collage di vite americane usando come collante il suo appuntito sguardo satirico. Annoverato fra i migliori film americani di tutti i tempi, ottenne l’Oscar per la miglior canzone, I’m easy di Keith Carradine.

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La grande illusione

(1937) R: Jean Renoir A: Jean Gabin, Dita Parlo, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim. Disquisizione potente e severa sulla guerra e in particolare su ciò che avviene durante il primo conflitto mondiale in un campo di prigionia tedesco fra soldati francesi internati. Mirabili interpretazioni non fanno che aumentarne l’impatto.