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Tornare a vincere

(2020) R: Gavin O’Connor A: Ben Affleck, Al Madrigal, Janina Gavankar, Michaela Watkins. Appassionante film sportivo ben diretto e adeguatamente performato su una stella del basket in caduta libera che ottiene la sua possibilità di redenzione quando diventa allenatore. Affleck è tornato sobrio nella recitazione come nella vita, ed è tornato a vincere.

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Pressure

(2015) R: Ron Scalpello A: Danny Huston, Matthew Goode, Joe Cole, Alan McKenna. Quattro sommozzatori rimangono intrappolati in una campana subacquea sul fondo dell’oceano. Teso dramma survivalistico che lascia letteralmente senza fiato.

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Pinocchio

(2019) R: Matteo Garrone A: Federico Ielapi, Roberto Benigni, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini. Onorevolmente devota neo-versione della arcinota storia del burattino animato. Garrone sa conquistare lo spettatore con garbo, tenerezza e arrembaggio visuale. Ha vinto 5 David di Donatello: scenografo, truccatore, costumista, acconciatore, effetti speciali visivi.

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Lourdes

(2010) R: Jessica Hausner A: Sylvie Testud, Léa Seydoux, Bruno Todeschini, Elina Löwensohn. Sebbene costretta su una sedia a rotelle, una donna decide di compiere un viaggio della speranza al santuario di Lourdes. Dramma simil-documentaristico che costituisce una esperienza spirituale dolorosa e potente. S. Testud è semplicemente magnifica.

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Ricordi?

(2018) R: Valerio Mieli A: Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo. Storia d’amore narrata attraverso le memorie di due amanti senza nome. Inesorabilmente bello e intenso, diretto e recitato con qualità.

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I racconti di Hoffmann

(1951) R: Michael Powell, Emeric Pressburger A: Moira Shearer, Robert Rounseville, Ludmilla Tchérina, Ann Ayars. Adattamento di un’opera di Offenbach: il poeta Hoffmann è alle prese con delle sfortunate storie d’amore avute con tre donne diverse. Surreal-evocativo fantamusical non per tutte le tipologie spettatoriali, è ad ogni modo un film originale e tecnicamente impressionante. Premio speciale a Cannes.

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Heimat

(1984) R: Edgar Reitz A: Marita Breuer, Jörg Richter, Gudrun Landgrebe, Mathias Kniesbeck. Lunghiiiissimo racconto epopeico suddiviso in 11 episodi della vita di una famiglia tedesca dal 1919 al 1982. Appassionante, a tratti poetico, rientra fra le classiche visioni da non mancare per tutti coloro che amano il cinema. Due seguiti.

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Gli amici di Georgia

(1981) R: Arthur Penn A: Craig Wasson, Jodi Thelen, Michael Huddleston, Jim Metzler. Racconta di tre amici degli anni sessanta innamorati della stessa ragazza, che vivranno esperienze diverse. Affresco eccezionalmente bene eseguito di un’epoca, è un ottimo esemplare di cinema generazionale a stelle e strisce.

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L’ultima donna

(1976) R: Marco Ferreri A: Gérard Depardieu, Ornella Muti, Michel Piccoli, Renato Salvatori. Lasciato dalla moglie e con un figlio a carico, l’ingegnere disoccupato Depardieu cerca consolazione fra le braccia della puericultrice Muti. Voluttuoso e lirico al contempo, prospera grazie all’eccezionale magnetismo delle sue “stelle”.

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Detour – Deviazione per l’inferno

(1945) R: Edgar G. Ulmer A: Tom Neal, Ann Savage, Claudia Drake, Edmund MacDonald. Giallo scurissimo costato pochissimo che è divenuto col tempo un piccolo oggetto di culto: autostoppista cerca di raggiungere la sua fidanzata in California ma non sa in che casino si sta per mettere. Dall’omonimo romanzo di Martin Goldsmith.