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La camera verde

(1978) R: François Truffaut A: François Truffaut, Nathalie Baye, Jean Daste, Patrick Maleon. Uomo ossessionato dalla morte si costruisce un altarino in casa per onorare la moglie scomparsa. Pellicola sconcertante, scura, da evitare come la peste se non si ha voglia di impelagarsi in una riflessione morbosa sulla morte. E’ nel complesso un film capace di intrigare.

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Quell’oscuro oggetto del desiderio

(1977) R: Luis Bunuel A: Fernando Rey, Carole Bouquet, Angela Molina, Julien Bertheau. L’estro di Bunuel partorisce un bizzarro film su un vecchio riccone che si innamora di una giovane cameriera. E’ un’opera piena di cose: amore, sesso, passione, frustrazione, cinismo, ironia, anarchia. In sostanza, una perfetta sintesi del suo creatore. Liberamente ispirato a un romanzo francese di Pierre Louys dal titolo La donna e il burattino.

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Blow-Up

(1966) R: Michelangelo Antonioni A: David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, John Castle. Fotografo di moda londinese scopre qualcosa di equivoco in alcuni scatti fatti in un parco. Misterioso e graffiante studio d’essai sulla realtà delle cose contrapposta alla sua apparenza. E’ un film strano, come tutti quelli di Antonioni, che ti fanno stare perennemente in bilico fra la voglia di lasciarli a metà e il bisogno di arrivare in fondo. Palma d’oro a Cannes.

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Interstellar

(2014) R: Christopher Nolan A: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Mackenzie Foy. Team di esploratori attraversa lo spazio per garantire la sopravvivenza dell’umanità. Dei personaggi finemente caratterizzati su sfondi all’avanguardia assicurano al film un esito fortemente impressivo. Qualcuno potrà trovarlo forse troppo ridondante e pretenzioso, ma ne apprezzerà comunque la recitazione, McConaughey su tutti. Oscar per gli effetti speciali.

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Silence

(2016) R:  Martin Scorsese A: Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano. Due gesuiti portoghesi attraversano il Giappone per ritrovare un padre scomparso. Opera maestosa di Scorsese, meticolosa dal punto di vista narrativo, profonda da quello della riflessione dolorosa sul credere.

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Bronx

(1993) R: Robert De Niro A: Robert De Niro, Chazz Palminteri, Lillo Brancato, Francis Capra. Stupefacente debutto alla regia di De Niro che fa un affresco lucido e potente della vita di un ragazzino italoamericano nel Bronx. La sceneggiatura è di Chazz Palminteri, che l’ha tratta da una propria opera teatrale.

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Ore disperate

(1990) R: Michael Cimino A: Mickey Rourke, Anthony Hopkins, Mimi Rogers, Lindsay Crouse. 3 balordi in fuga sequestrano una famiglia in casa. Thriller che inquieta, diretto con estremo realismo e recitato in maniera impeccabile. Rifacimento di un film omonimo del 1955 con Humphrey Bogart.

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Tootsie

(1982) R: Sydney Pollack A: Dustin Hoffman, Jessica Lange, Teri Garr, Dabney Coleman. Hoffman è un attore di scarso successo che si traveste da donna per ottenere una parte. Esilarante, può contare su una eccelsa performance di Hoffman in parrucca, coadiuvato da una sceneggiatura perfettamente funzionale. Considerato fra le migliori commedie americane di tutti i tempi.

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Furore

(1940) R: John Ford A: Henry Fonda, Jane Darwell, John Carradine, Charley Grapewin. Uno dei film più importanti di sempre, parla di una famiglia povera del Midwest costretta a cercare fortuna in California durante la grande depressione del 1929. Semplicemente magnifico e toccante, con due interpretazioni da brividi di Darwell e Fonda. Tratto dall’omonimo romanzo di John Steinback, 2 gli Oscar vinti: miglior regia e miglior attrice non protagonista proprio a Jane Darwell.

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Lawrence d’Arabia

(1962) R: David Lean A: Peter O’Toole, Alec Guinness, Anthony Quinn, Jack Hawkins. Storia di T.E. Lawrence (un eccellente O’Toole), ufficiale inglese dei primi decenni del Novecento che giunge al Cairo per tenere a bada le tribù arabe. Altamente spettacolare, con un curato tratteggio del personaggio di Lawrence e dotato di una fotografia straordinariamente impattante. Vinse una miriade di Oscar (7), fra cui miglior film e miglior regia.