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Analisi finale

(1992) R: Phil Joanou A: Richard Gere, Kim Basinger, Uma Thurman. Psichiatra di San Francisco innamorato della sorella di una paziente si troverà impelagato in un mucchio di casini. Coinvolgente nonostante sia lungo e complesso, da vedere anche solo per il tris di attori che seduce a ogni sequenza.

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L’albero degli zoccoli

(1978) R: Ermanno Olmi A: contadini e gente della campagna bergamasca. Usi e costumi di una cascina lombarda sul finire dell’Ottocento. Attraverso una riconognizione folklorica altamente evocativa, Olmi ci fa riscoprire la semplicità e la bellezza del vivere. Girato con attori non professionisti, vinse Palma d’oro a Cannes e altri premi.

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Accadde una notte

(1934) R: Frank Capra A: Clark Gable, Claudette Colbert, Walter Connolly. Il reporter Gable e l’ereditiera Colbert si innamorano durante un viaggio in pullman. Capolavoro di romanticismo perpetuo, fra mitici autostop e psicosesso d’autore. Primo film a vincere in un colpo solo tutti i 5 Oscar più importanti: miglior film, regia, sceneggiatura, attore protagonista, attrice protagonista.

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300

(2006) R: Zack Snyder A: Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham. Grandiosa ricostruzione dell’ eroica battaglia delle Termopili fra persiani e spartani. Del filone cinefumetti, pellicola di violenza impressiva e follemente spettacolare alla si salvi chi può. Butler ha quello che si dice il physique du rôle.

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Trappola in alto mare

(1992) R: Andrew Davis A: Steven Seagal, Gary Busey, Tommy Lee Jones. Dei terroristi si fingono musicisti per impossessarsi di una nave con a bordo armi nucleari, peccato non abbiano considerato il cuoco. Action movie fracassone comandato da quel manesco di Steven Seagal che anche col cappello da chef e’… uno spettacolo!

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Machete

(2010) R: Ethan Maniquis, Robert Rodriguez A: Danny Trejo, Michelle Rodriguez, Robert De Niro, Jessica Alba, Don Johnson, Lindsay Lohan, Steven Seagal. Ex agente federale messicano viene assunto per eliminare un senatore corrotto. Un film che è un mix tagliente di azione, umorismo e spazzatura. E un superbo Danny Trejo, che da avanzo di galera a icona del cinema pulp può anche essere evidentemente solo questione di qualche ciak.

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Ladri di biciclette

TOP (1948) R: Vittorio De Sica A: Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carell. Racconto commosso dell’epopea di un padre e un figlio in giro per Roma alla ricerca della bici rubata. Totem del neorealismo italiano, di un bianco e nero solenne, è una pellicola utile alla memoria collettiva. Premi a più non posso, compreso un Oscar onorario come miglior film straniero.

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I soliti ignoti

(1958 R: Mario Monicelli A: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Claudia Cardinale. Ladri da quattro soldi tentano di svaligiare la cassaforte del Monte di Pieta’. Ben congeniata, celebri battute, al cast ci sono i soliti noti, signore e signori… la commedia all’italiana!

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Un tram che si chiama desiderio

TOP (1951) R: Elia Kazan A: Vivien Leigh, Marlon Brando, Kim Hunter, Karl Malden. Dal dramma di Tennessee Williams, racconto dell’ intricato rapporto fra due sorelle e il rozzo marito di una. Opera ammantata di realismo tragico, completamente appoggiata sulle spalle nerborute di un Brando superdotato di virtù recitative. Da vedere almeno 3/4 volte.

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Easy Rider – Liberta’ e paura

(1969) R: Dennis Hopper A: Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson. Il road movie con la R maiuscola, narra di un viaggio in chopper di due figli dei fiori verso New Orleans. Per quanto datato, rimane un vivido racconto antologico di ribellismo, droga e rock music, una pellicola che come ebbe a dire il regista George Lucas «ha cambiato completamente l’idea per le corporation di che cosa fosse un film di successo, cioè che dovesse avere successo tra i giovani». Cult.