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Lock & Stock – Pazzi scatenati

(1998) R: Guy Ritchie A: Jason Flemyng, Dexter Fletcher, Nick Moran, Jason Statham. Storia di gangster alla Tarantino, dalla trama discretamente contorta che giricchia intorno a 4 amici londinesi intenzionati a battere a poker un boss della mala. Debutto alla regia di Ritchie con un filmetto gustoso, pieno di risate e di brio. Inizio col botto anche per la carriera attoriale, poi divenuta di successo, del marzialista Statham.

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Jumanji

(1995) R: Joe Johnston A: Robin Williams, Kirsten Dunst, Bonnie Hunt, Jonathan Hyde. Misterioso gioco da tavola ha il potere di trasportare la gente in mezzo a giungle selvagge! Classico dell’intrattenimento per famiglie, stravagante, grandemente nutrito di effettistica mozzafiato.

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Irma la dolce

(1963) R: Billy Wilder A: Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Lou Jacobi, Bruce Yarnell. Dall’omonimo musical francese, sbirro parigino si innamora di una prostituta e prova in tutti i modi a toglierla dalla strada. Commedia wilderiana di non buona reputazione, un po’ come la sua protagonista, eppure proprio come la sua protagonista ottimamente godibile. Oscar per la migliore colonna sonora.

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Una notte da leoni

(2009) R: Todd Phillips A: Zach Galifianakis, Bradley Cooper, Justin Bartha, Ed Helms. Addio al celibato a Las Vegas: gruppetto di amici trascorre una notte brava, all’indomani lo sposo non si trova più. Film fatto di comicità piuttosto grossolana che vince però sul terreno della gustosità delle situazioni e della temerarietà delle performance. Prezioso cameo di Mike Tyson che fa sé stesso. Un seguito da parte dello stesso regista, di minore impatto.

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Il ragazzo di campagna

(1984) R: Franco Castellano, Giuseppe Moccia A: Renato Pozzetto, Massimo Serato, Enzo Cannavale, Donna Osterbuhr. Un furoreggiante Pozzetto è Artemio, contadino che stanco della vita di campagna si trasferisce a Milano e ne combina di tutti i colori. Spassosissimo, con delle intramontabili gag. Pezzo fondamentale di cine-folklore italiano.

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A Serious Man

(2009) R: Ethan Coen, Joel Coen A: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Sari Lennick, Fred Melamed. Storia di un prof di fisica con un’esistenza piuttosto incasinata. Disseminato di riferimenti biblici, è il film più ebraico dei fratelli, e anche uno dei più maturi. La mistura ben dosata di umorismo e tragedia è la solita, ma stavolta una precisa e personalissima connotazione culturale conferisce al lavoro dei Coen uno spessore nuovo e maggiorato.

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La contessa di Hong Kong

(1967) R: Charles Chaplin A: Marlon Brando, Sophia Loren, Sydney Chaplin, Tippi Hedren. Brando è un diplomatico americano che durante un viaggio in nave conosce la contessa russa Loren in fuga verso l’ America. Considerato praticamente da tutti come uno dei lavori minori di Chaplin, la coppia di interpreti è però così spaventosamente affascinante che si risolve alla fine della fiera in un film delizioso.

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Footlose

(1984) R: Herbert Ross A:  Kevin Bacon, Lori Singer, John Lithgow, Dianne Wiest. Ragazzo di città si trasferisce in un paese di provincia dove il ballo è stato bandito; il suo spirito ribelle scuoterà gli animi. Pellicola piena di vita, con dentro una tonnellata di musica e danze. Il magnetismo di Bacon eleva il divertimento all’ennesima potenza. Rifatto nel 2011.

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Rock of Ages

(2012) R: Adam Shankman A: Julianne Hough, Diego Boneta, Tom Cruise, Alec Baldwin, Catherine Zeta Jones. Storia d’amore rock ‘n’ roll ambientata a Hollywood fra due giovani che inseguono il sogno della musica. Da un’opera di Broadway, cocktail ben miscelato di belle canzoni, spensieratezza e performance sfrenate (Cruise su tutti). Zero originalità, ma 10 di intrattenimento più zero di originalità il risultato è sempre 10. E poi, lo dice pure il manifesto promozionale: “Nothin’ but a good time”.

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Sette psicopatici

(2012) R: Martin McDonagh A:  Colin Farrell, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Christopher Walken. Sublime scemata che gira intorno allo scrittore Farrell che per finire la sceneggiatura del suo film dal titolo 7 psicopatici trae ispirazione da una serie di storie balorde che gli succedono intorno. Metacinema agghindato da commedia nera piuttosto bislacca, ricca di risate e dialoghi sghembi, condotta da una superba equipe di attori da farti passare 110 minuti di puro godimento.