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Harold e Maude

(1971) R: Hal Ashby A: Ruth Gordon, Bud Cort, Vivian Pickles, Cyril Cusack. Storia di una bizzarra amicizia fra un adolescente con tendenze suicide e una vecchia signora piena di vita. Commedia che scava con spudoratezza in profondità, sino a toccare le problematiche della vita attraverso una inusitata verve dark-comica.

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Breakfast Club

(1985) R: John Hughes A: Emilio Estevez, Judd Nelson, Molly Ringwald, Anthony Michael Hall, Ally Sheedy. 5 studenti in punizione in biblioteca ci parlano di loro. Meraviglioso classico del genere teen movie, veritiero e ricco di interessanti riflessioni sui desideri e le aspirazioni dei giovani; il che gli conferisce, nonostante lo stile retrò, un buon respiro transgenerazionale.

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Bianco, rosso e Verdone

(1981) R: Carlo Verdone A:  Carlo Verdone, Elena Fabrizi, Irina Sanpiter, Angelo Infanti. Verdone attinge al suo consueto umorismo verace per raccontare l’Italia attraverso 3 storie con 3 protagonisti esilaranti (interpretati ovviamente da lui). Film di culto per gli amanti del genere, ricco di gag memorabili e pure di qualche acutezza psicologica. Imperniato su una risata sempre coperta da un sottile strato di amarezza, è un film che mi piace definire malincomico, che è poi il lato che più amo di Verdone.

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Tootsie

(1982) R: Sydney Pollack A: Dustin Hoffman, Jessica Lange, Teri Garr, Dabney Coleman. Hoffman è un attore di scarso successo che si traveste da donna per ottenere una parte. Esilarante, può contare su una eccelsa performance di Hoffman in parrucca, coadiuvato da una sceneggiatura perfettamente funzionale. Considerato fra le migliori commedie americane di tutti i tempi.

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Il favoloso mondo di Amélie

(2001) R: Jean-Pierre Jeunet A: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Lorella Cravotta. Amélie (una perfetta Tautou) è una francesina che fedele al suo senso di giustizia decide di rendere felici tutti quelli che le stanno attorno. Ottima commedia, gradevole, fantasiosa e piena di trovate.

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La grande guerra

(1959) R: Mario Monicelli A:  Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Bernard Blier, Folco Lulli. Due perdigiorno (Sordi/Gassman) durante il primo conflitto mondiale provano a imboscarsi ma finiscono al fronte. Eccellente sguardo sugli anni della guerra, perfettamente in equilibrio fra tragico e comico. Sordi/Gassman sono una coppia, è il caso di dire, esplosiva.

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Un americano a Roma

(1954) R: Steno A: Alberto Sordi, Maria Pia Casilio, Ilse Peterson, Anita Durante. Alberto Sordi è uno talmente in fissa con l’America da arrivare a parlare addirittura un inglese… maccheronico! Pellicola tutta da ridere, di satira per certi versi persino banalotta, ma la vis comica di Sordi è esemplare. Entrato a buon diritto nell’immaginario collettivo per la famosa battuta sui maccheroni.

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Irrational Man

(2015) R: Woody Allen A: Joaquin Phoenix, Emma Stone, Parker Posey, Joe Stapleton. Phoenix è un tormentato professore di filosofia che ha una relazione con la studentessa Stone e che a un certo punto commette un atto, come dire… irrazionale! Thriller esistenzialista impiantato su un telaio da simil commedia, di buona resa. Phoenix sprofonda nel ruolo, Stone per quanto convincente, non indispensabile.

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Sabrina

(1954) R: Billy Wilder A: Humphrey Bogart, Audrey Hepburn, William Holden, Walter Hampden. Rampollo di una famiglia di ricconi si innamora della Hepburn (e come dargli torto), figlia del loro autista, ma verrà ostacolato dal fratello di lui. Line-up attoriale di assoluto pregio e una gustosa sceneggiatura lo rendono un film ad alta godibilità.

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Mio fratello è figlio unico

(2007) R: Daniele Luchetti A: Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti. Elio Germano e Riccardo Scamarcio sono due fratelli in lotta uno contro l’altro per amore e ideali. Retorico ma non abbastanza da inficiarne la riuscita, è un film carico di passione e di rigoglioso ardore giovanile. Bravi tutti, Germano in primis ancora meglio del divo Scamarcio. Ispirato a un libro di Antonio Pennacchi, 5 David di Donatello vinti. Il titolo è quello di una canzone di Rino Gaetano.