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Il disprezzo

(1963) R: Jean-Luc Godard A: Brigitte Bardot, Jack Palance, Michel Piccoli, Giorgia Moll. Da Moravia, storia metacinematografica dell’incrinarsi del rapporto coniugale fra uno sceneggiatore (Piccoli) e la sua bella moglie (Bardot), la quale verrà sottoposta alle sortite galanti di un cineasta (Palance). La regia è elegante, l’uso della fotografia sapiente, la presenza di Brigitte Bardot, per quanto senza sussulti, carezzevole e divistica.

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Fuga da Alcatraz

(1979) R: Don Siegel A: Clint Eastwood, Patrick McGoohan, Roberts Blossom, Jack Thibeau. Il carcere più sicuro del mondo? Chiedete a Clint! Magistrale dramma prigionesco, fra i più sensazionali del genere ha una narrazione possente, delle inquadrature che difficilmente si possono imitare e una recitazione ampiamente carismatica.

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Ed Wood

(1994) R: Tim Burton A: Johnny Depp, Martin Landau, Sarah Jessica Parker, Patricia Arquette. Depp è Ed Wood, il peggiore regista di tutti i tempi. Da una storia vera, filmetto aggraziato e altamente spiritoso, diretto in punta di ciak e dalle performance ottimamente calibrate. Depp interpreta il peggiore regista nel migliore dei modi.

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Jerry Maguire

(1996) R: Cameron Crowe A: Tom Cruise, Cuba Gooding Jr., Renée Zellweger, Kelly Preston. Il ruspante manager sportivo Cruise a un certo punto della sua vita si rende conto che il denaro non è tutto. Da una siffatta premessa trae origine una pellicola che è un personale, profondo e salutare cammino verso la redenzione. Tom Cruise, se non facesse l’attore potrebbe fare benissimo l’incantatore di serpenti. Ah, il film contiene una fra le battute più celebri della storia del cinema… a voi scoprirla!

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La cicala

(1980) R: Alberto Lattuada A: Anthony Franciosa, Virna Lisi, Renato Salvatori, Clio Goldsmith. Dall’omonimo romanzo, ex cantante (una Lisi terrificante) rimasta senza lavoro inizia a battere per mantenere sé stessa e una zingarella alla quale è molto legata. Pellicola accorata che ama destreggiarsi fra sesso, violenza e disperazione. La performance fervente di Virna Lisi fu ripagata con un David di Donatello.

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La lunga estate calda

(1958) R: Martin Ritt A: Paul Newman, Joanne Woodward, Anthony Franciosa, Orson Welles. Il ramingo Newman arriva in una cittadina del Mississippi e si conquista subito la benevolenza di Welles, farabutto ricco e vanaglorioso. Dai racconti di William Faulkner, melodramma teso con un finale di serie C, una sceneggiatura di serie B e una recitazione di serie A. Newman (che vinse la miglior interpretazione a Cannes) è particolarmente bello ed eroticamente succulento.

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Oltre il giardino

(1979) R: Hal Ashby A: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Jack Warden. Semplice giardiniere (un pazzesco Sellers) diventa il consigliere di un potente uomo d’affari. Tratto da un romanzo, è una pungente satira politico-sociale celata (ma non poi così bene) da una patina gradevolmente comica. Oscar a Douglas come miglior attore non protagonista.

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L’enigma di Kaspar Hauser

(1974) R: Werner Herzog A: Bruno S., Walter Ladengast, Brigitte Mira, Willy Semmelrogge. Herzog prende la storia vera di un misterioso genio e la trasforma in un film incredibile, accattivante, davvero un enigma che proverete a sciogliere lungo tutta la sua durata senza volervi staccare mai dal ragionamento. Gran premio speciale della Giuria a Cannes.

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Departures

(2008) R: Yojiro Takita A: Masahiro Motoki, Ryôko Hirosue, Tsutomu Yamazaki, Kazuko Yoshiyuki. Violoncellista nipponico disoccupato trova lavoro presso un’agenzia funebre come vestitore di morti. Se non soccomberete alla durata e alla lentezza, ne ricaverete certo un’esperienza toccante e altissimamente poetica. Ottenne l’Oscar come miglior film straniero.

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Volti

(1968) R: John Cassavetes A: John Marley, Gena Rowlands, Lynn Carlin, Seymour Cassel. Cassavetes realizza un’opera bella stramba in grado però di grattare energicamente sopra le dinamiche di coppia. Di rilievo le prove d’attore. Candidature e riconoscimenti vari, fra di essi il Premio per la migliore interpretazione maschile a John Marley al Festival di Venezia.