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Don Juan De Marco – Maestro d’amore

(1994) R:  Jeremy Leven A:  Johnny Depp, Marlon Brando, Faye Dunaway, Géraldine Pailhas. Psichiatra (Brando) deve guarire uno squinternato (Depp) che millanta di essere il più grande amante del mondo. Questo film è semplicemente un buon film, a farne un film superlativo sono le prestazioni da knock-out delle sue “stelle”.

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Giulio Cesare

(1953) R: Joseph L. Mankiewicz A:  Louis Calhern, Marlon Brando, James Mason, John Gielgud. Gustoso adattamento per il cinema della omonima tragedia di Shakespeare che racconta della cospirazione che porterà all’omicidio del grande condottiero romano. Brando/Cesare è una stella che brilla di luce propria e illumina una scenografia da Oscar.

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Superman

(1978) R: Richard Donner A: Christopher Reeve, Margot Kidder, Gene Hackman, Marlon Brando. Accorato tributo a un personaggio mitologico (forse il più mitologico) dei fumetti, pieno di azione e romanticismo fantascientifico. Indimenticabile la performance di Reeve che fa Superman. Ebbe l’Oscar per i migliori effetti speciali.

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Gli ammutinati del Bounty

(1962) R: Lewis Milestone, Carol Reed (non accreditato) A: Marlon Brando, Trevor Howard, Richard Harris, Hugh Griffith. Il rifacimento di un classico del 1935 che racconta le vicende di una nave, del suo duro capitano e di un ammutinamento, è un variopinto film avventuroso con degli sfondi da National geographic e una colonna sonora efficace. Com’è suo costume Brando tende ad imporsi, e glielo si lascia fare volentieri.

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I giovani leoni

(1958) R: Edward Dmytryk A: Marlon Brando, Montgomery Clift, Dean Martin, Hope Lange. Dall’omonimo romanzo di Irwin Shaw, appassionante studio sulla Seconda guerra mondiale avente come protagonisti un tedesco (Brando) e due americani (Clift e Martin). Le tre “stelle” brillano e fanno brillare quello che sarebbe in ogni caso un buon film di guerra. Ma non buono così.

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La contessa di Hong Kong

(1967) R: Charles Chaplin A: Marlon Brando, Sophia Loren, Sydney Chaplin, Tippi Hedren. Brando è un diplomatico americano che durante un viaggio in nave conosce la contessa russa Loren in fuga verso l’ America. Considerato praticamente da tutti come uno dei lavori minori di Chaplin, la coppia di interpreti è però così spaventosamente affascinante che si risolve alla fine della fiera in un film delizioso.

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Pelle di serpente

(1960) R: Sidney Lumet A: Marlon Brando, Joanne Woodward, Anna Magnani, Maureen Stapleton. Brando musicista vagabondo arriva in città; col suo fascino porterà scompiglio. Da un’opera teatrale di Tennessee Williams, un film che pur evolvendosi irreparabilmente su sé stesso, grazie alla sola magnetica presenza di due autentiche “stelle” (Brando/Magnani) passa inevitabilmente da melodramma di fascino.

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Il selvaggio

TOP (1953) R: Laszlo Benedek A: Marlon Brando, Mary Murphy, Robert Keit. Brando è il capo di una banda di motociclisti che mette a soqquadro una piccola cittadina. Per quanto la pellicola fornisca una visione un filo datata, trattasi del film con il quale si va a perfezionare il processo di erotizzazione/mitizzazione del divo Marlon Brando iniziato con UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO. Ergo, da non mancare.

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The Score

(2001) R: Frank Oz A: Robert De Niro, Edward Norton, Marlon Brando, Angela Bassett. Ladro di serie A prossimo alla pensione (De Niro) aiuta ladruncolo (Norton) a fare il suo primo colpo di valore inestimabile. Teso come tanti classici film di rapina, ma ultimo film di Brando. Solo per questo vale una visione.

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Ultimo tango a Parigi

TOP (1972) R: Bernardo Bertolucci A: Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi. Americano a Parigi per superare il suicidio della moglie intreccia una relazione con una giovane donna. Opera magistrale che racconta con straordinario trasporto l’amore, la libertà e la morte : in pratica la vita. Brando e Schneider sono degli autentici eroi tragici.