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Tre uomini e una gamba

(1997) R:  Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Massimo Venier A: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi. Fa tutto molto ridere (a partire dal soggetto!) in questo comico ricco di gag su tre amici che attraversano l’Italia per consegnare una gamba di legno. Segnò il debutto sul grande schermo del trio Aldo Giovanni e Giacomo.

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Oltre il giardino

(1979) R: Hal Ashby A: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Jack Warden. Semplice giardiniere (un pazzesco Sellers) diventa il consigliere di un potente uomo d’affari. Tratto da un romanzo, è una pungente satira politico-sociale celata (ma non poi così bene) da una patina gradevolmente comica. Oscar a Douglas come miglior attore non protagonista.

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Il nipote picchiatello

(1955) R: Norman Taurog A: Dean Martin, Jerry Lewis, Diana Lynn, Nina Foch. Fra le pellicole più divertenti del celeberrimo duo comico Lewis/Martin, è un rifacimento di FRUTTO PROIBITO di Billy Wilder con Lewis travestito da ragazzino di 12 anni alle prese con un diamante rubato che non può che far scaturire ilarità a profusione.

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Sedotta e abbandonata

(1964) R: Pietro Germi A: Saro Urzì, Stefania Sandrelli, Aldo Puglisi, Lando Buzzanca. Storiella ghiribizzosa su uno studente in legge che arriva addirittura a concupire la sorellina sedicenne della sua ragazza. Accattivante tragicommedia dall’ottimo cast, folkloristicamente incentrata sui costumi sociali della Sicilia anni ’60. Premio come migliore interpretazione maschile per il protagonista Urzì a Cannes.

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Il medico della mutua

(1968) R: Luigi Zampa A: Alberto Sordi, Bice Valori, Sara Franchetti, Nanda Primavera. Sordi fa un giovane medico affamato di soldi che cerca fortuna all’interno di un sistema sanitario corrotto. Primatista fra i film comici italiani, si compiace della presenza istrionica di un Sordi (che vinse il David di Donatello) a livelli recitativi stratosferici.

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Il bisbetico domato

(1980) R: Franco Castellano, Giuseppe Moccia A: Adriano Celentano, Ornella Muti, Edith Peters, Pippo Santonastaso. Ragazza bella e sofisticata (Muti) si innamora di uno zotico contadinaccio lombardo (Celentano). Fulgido esempio di cinema popolare, verace e sollazzevole. Celentano è irresistibile, la Muti a guardarla ti sanguinano gli occhi.

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Matrimonio all’italiana

(1964) R: Vittorio De Sica A: Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Aldo Puglisi, Tecla Scarano. L’ex prostituta Loren cerca in tutti i modi di farsi sposare dal ricco Mastroianni. Amabile trasposizione della commedia teatrale Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, nutrita da due interpreti estremamente seducenti. 4 David di Donatello per miglior regista, produttore, attrice e attore protagonisti, e nomina agli Oscar per Sophia Loren.

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Il vizietto

(1978) R: Édouard Molinaro A: Ugo Tognazzi, Michel Serrault, Claire Maurier, Rémi Laurent. Manager di Saint Tropez (uno strepitoso Tognazzi) deve provare in tutti i modi a nascondere la propria relazione gay con un travestito (un altrettanto strepitoso Serrault) ai genitori ultra-tradizionalisti della fidanzata di suo figlio. Esilarante buffonata straripante di risate, che come sostenne qualcuno merita ampiamente il suo status di classico. Adattamento per il cinema di una commedia teatrale francese, ha avuto due seguiti e un rifacimento hollywoodiano con Robin Williams dal titolo PIUME DI STRUZZO.

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Come sposare un milionario

(1953) R:  Jean Negulesco A: Marilyn Monroe, Betty Grable, Lauren Bacall, David Wayne. Tre donne di New York (le tre delizie Monroe/Grable/Bacall) fanno comunella per cercare dei polli da sposare e spennare. Pimpante commedia che puzza di fascino lontano un chilometro.

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Blue Jasmine

(2013) R: Woody Allen A: Cate Blanchett, Alec Baldwin, Peter Sarsgaard, Sally Hawkins. Brillante dramedy su una casalinga nuiorchese in crisi che cerca di dare una svolta alla propria vita. La svolta al film la dà invece una Blanchett (che vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista) a un passo dalla divinità.