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Sangue e arena

(1941) R: Rouben Mamoulian A: Tyrone Power, Linda Darnell, Rita Hayworth, Alla Nazimova. Da un romanzo, storia dell’ascesa e della caduta di un giovane torero spagnolo. E’ un dramma magnificente di grande incantevolezza, perfettamente recitato. Rifacimento di un film muto con Rodolfo Valentino, ottenne un meritato Oscar per lo splendido Technicolor.

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A. I. Intelligenza Artificiale

(2001) R: Steven Spielberg A: Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O’Connor, Sam Robards. Ragazzino robotico vuole diventare “vero” per riconquistare l’amore della madre umana. Impasto ben dosato di 100% fantascienza e burrosi sentimentalismi pinocchieschi. In una parola, un film… gustosissimo!

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Momenti di gloria

(1981) R: Hugh Hudson A: Ben Cross, Ian Charleson, Nicholas Farrell, Nigel Havers. Da una storia vera, due britannici uno ebreo l’altro cristiano competono alle Olimpiadi di Parigi del 1924. E’ un dramma sportivo che è però molto più di un dramma sportivo, ovvero una specie di chiave spirituale per farci accedere all’animo umano. Eccelse le musiche di Vangelis che infatti vinse uno dei 4 Oscar assegnati alla pellicola, assieme a film, sceneggiatura e costumi.

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Orgoglio e pregiudizio

(2005) R: Joe Wright A: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Brenda Blethyn, Donald Sutherland. Adattamento del bestseller di Jane Austen che renderebbe Jane Austen orgogliosa. Bello, gradevolissimo, con tanta urgenza di romanticismo. Il cast è all’altezza, ampiamente in grado di far emozionare.

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L’arte di vincere

(2011) R: Bennett Miller A: Brad Pitt, Robin Wright, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman. Storia vera del direttore generale di una squadra di baseball (Pitt) che riesce con due lire a tirar su uno squadrone sfruttando un sistema basato sul puro calcolo matematico. Pellicola che ha la capacità straordinaria di intrattenere quand’anche non commuovere, che esulta nell’aver trovato lo strike vincente con un B. Pitt furiosamente eccitante e Hill un prezioso deuteragonista. Di quei film dei quali si sente sempre un gran bisogno.

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Hugo Cabret

(2011) R: Martin Scorsese A: Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Christopher Lee, Ben Kingsley. Storia di un orfanello che vive in stazione, alle prese con un misterioso trabiccolo trovato dal padre prima di morire. Toccante e sensazionale peana nei confronti del cinema da uno che di cinema se ne intende. Destinato a durare ben oltre le due ore di proiezione.

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La mia Africa

(1985) R: Sydney Pollack A: Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen. Relazione amorosa fra una baronessa danese e un cacciatore di elefanti nel Kenya coloniale del 20esimo secolo. Dal romanzo autobiografico di Karen Blixen, è un elegante ottimamente appagante dramma sentimentale, forte di una ricostruzione sontuosa di epoca e spazi. La coppia Streep/Redford fa venire un caldo africano ogni volta che si avvicina alla camera! Caterva di Oscar, tra cui miglior film e miglior regia.

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Il ragazzo selvaggio

(1970) R: François Truffaut A: François Truffaut, Jean-Pierre Cargol, Françoise Seigner, Jean Dasté. Racconto della storia (vera) di una specie di Tarzan che provano a inserire nel mondo civilizzato. Pellicola curiosa che nonostante l’età restituisce sempre una visione emozionante.

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Il nome della rosa

(1986) R  Jean-Jacques Annaud A: Sean Connery, Christian Slater, Helmut Qualtinger, Elya Baskin. 14esimo secolo: una specie di Sherlock Holmes francescano (Connery) cerca di trovare il colpevole di alcune morti violente avvenute all’interno di una abbazia benedettina. Dal romanzo di Eco, un film che non manca di dare mistero e avvincimento, grazie in particolar modo alla condotta esemplare di un magnetico S. Connery. Diversi i premi, come ben 5 David di Donatello.

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Joker

(2019) R: Todd Phillips A: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy. Esplorazione cinica ed eccessivamente agghiacciante di uno dei “cattivi” più famosi della storia. Il vero (e anche unico) motivo per vederlo è la prestazione da knock out di Phoenix che si getta nel ruolo con la solita furia performativa. Tanti i riconoscimenti, fra di essi 2 Oscar di cui uno a Joaquin Phoenix, e Leone d’Oro come miglior film a Venezia.