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Non è un paese per vecchi

(2007) R: Ethan Coen, Joel Coen A: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin. Saldatore texano (Brolin) trova un bel gruzzolo abbandonato e finisce in un casino bestiale. I Coen costruiscono un fragoroso intreccio di droga e omicidi brutali, esagerato, ben curato, con Bardem che fa lo psicotico assassino che avrebbe meritato un Oscar solo per la mascagna. Di fatto le statuette vinte furono 4: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista a Bardem, miglior sceneggiatura non originale.

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Nine

(2009) R: Rob Marshall A: Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penelope Cruz. Liberamente ispirato al felliniano OTTO E MEZZO, lasciate ogni confronto voi che lo guardate, ma è pur sempre ottimo come film corale in grande stile con belle donne, apprezzabili numeri musicali e delle sontuose scenografie.

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Proposta indecente

(1993) R: Adrian Lyne A: Robert Redford, Demi Moore, Woody Harrelson. Basato sull’omonimo romanzo di Jack Engelhard, donna sposata (Moore) accetta di fare sesso con un altro uomo per… 1.000.000 di dollari! Il regista di NOVE SETTIMANE E MEZZO fa tutto inverosimile, se però ci aggiungiamo il fisico di D. Moore, bei dialoghi e il consenso del pubblico otteniamo una decenza con lode.

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Prova a prendermi

(2002) R: Steven Spielberg A: Leonardo DiCaprio, Tom Hanks, Christopher Walken. Un carismatico DiCaprio è Frank Abagnale, grande impostore ricercato dall’FBI. Adattamento di un romanzo autobiografico, bella storia raccontata con ritmo e spigliatezza da uno che conosce piuttosto bene l’arte dell’intrattenere.

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Psyco

(1960) R: Alfred Hitchcock A: Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles. Impiegata di una società immobiliare scappa con la cassa e si rifugia nel motel di uno squinternato (Perkins in una straordinaria performance). Classico del brivido, imprevedibile, inquieta ad ogni fotogramma. Mai altro film di Hitchcock ebbe un tale impatto, probabilmente perché agisce direttamente sulle nostre paure ataviche.

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Pulp Fiction

TOP (1994) R: Quentin Tarantino A: John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel, Tim Roth, Bruce Willis, Christopher Walken, Rosanna Arquette. Tarantino scrive tre storie di malavita, il resto lo fanno Travolta e compagnia sparante. Dialoghi vivacissimi, violenza che diventa quasi spassosa, personaggi delineati alla perfezione, almeno due scene memorabili… cosa volere di più! Tantissimi i riconoscimenti, fra cui Palma d’Oro a Cannes e Oscar per la miglior sceneggiatura originale a Quentin Tarantino e Roger Avary.

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Qualcuno volò sul nido del cuculo

(1975) R: Milos Forman A: Jack Nicholson, Louise Fletcher, Michael Berryman. Amabile spostato (chi se non Nicholson!) internato in manicomio si rende conto che i pazzi non sono molto più pazzi di tanta  gente che gira per strada. Dramma potente sul trionfo della libertà umana, ci si potrebbe quasi scrivere un saggio dal titolo: “Nicholson e la straordinaria  sovversione dell’anima”.

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Quarto potere

TOP (1941) R: Orson Welles A: Orson Welles, Joseph Cotten, Dorothy Comingore. Vita morte e miracoli del magnate dell’editoria Hearst. Primo film a lunga gittata di Welles, girato a soli 25 anni, tecnicissimo, metafisico, spacconcello, epocale, in pratica… un’opera d’arte. Considerato da buona parte della critica il miglior film americano di sempre.

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Quei bravi ragazzi

TOP (1990) R: Martin Scorsese A: Robert De Niro, Ray Liotta, Joe Pesci. Dal romanzo Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi, ragazzo italoamericano di Brooklyn sogna di diventare un gangster. Duro, a tratti inclemente, eccessivamente lungo ma perfettamente realizzato, risulta una indimenticabile analisi clinica sulla mafia. Oscar a Joe Pesci come miglior attore non protagonista.

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La ragazza di Trieste

(1982) R: Pasquale Festa Campanile A: Ben Gazzara, Ornella Muti, Mimsy Farmer. Dal romanzo omonimo del regista, love story tra un fumettista e una misteriosa ragazza di nome Nicole. Racconto malato di un rapporto malato fatto utilizzando tutto lo scibile relazionale fra uomo e donna, si pregia di una Muti disturbata e abbagliante.