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Furore

(1940) R: John Ford A: Henry Fonda, Jane Darwell, John Carradine, Charley Grapewin. Uno dei film più importanti di sempre, parla di una famiglia povera del Midwest costretta a cercare fortuna in California durante la grande depressione del 1929. Semplicemente magnifico e toccante, con due interpretazioni da brividi di Darwell e Fonda. Tratto dall’omonimo romanzo di John Steinback, 2 gli Oscar vinti: miglior regia e miglior attrice non protagonista proprio a Jane Darwell.

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Lawrence d’Arabia

(1962) R: David Lean A: Peter O’Toole, Alec Guinness, Anthony Quinn, Jack Hawkins. Storia di T.E. Lawrence (un eccellente O’Toole), ufficiale inglese dei primi decenni del Novecento che giunge al Cairo per tenere a bada le tribù arabe. Altamente spettacolare, con un curato tratteggio del personaggio di Lawrence e dotato di una fotografia straordinariamente impattante. Vinse una miriade di Oscar (7), fra cui miglior film e miglior regia.

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Mr. Jones

(1993) R: Mike Figgis A: Richard Gere, Lena Olin, Anne Bancroft, Tom Irwin. Gere è un affascinante bipolare che si innamora della sua strizzacervelli. La trama non sarà poi così originale e non sarà neppure uno dei migliori Gear ma il film tiene e intrattiene, offrendo di un male oscuro una delicata rappresentazione.

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Il verdetto

(1982) R: Sidney Lumet A: Paul Newman, Charlotte Rampling, Jack Warden, James Mason. Newman si fa superbamente ricordare nel ruolo di un avvocato bruciato dall’alcol, il quale accetta di occuparsi di un caso di malasanità per risollevare le sorti della sua carriera. Sceneggiato da David Mamet, che ricevette per questo una nomination agli Oscar, è meno un dramma in aula e più un affresco del dramma interiore vissuto dal protagonista.

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La grande guerra

(1959) R: Mario Monicelli A:  Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Bernard Blier, Folco Lulli. Due perdigiorno (Sordi/Gassman) durante il primo conflitto mondiale provano a imboscarsi ma finiscono al fronte. Eccellente sguardo sugli anni della guerra, perfettamente in equilibrio fra tragico e comico. Sordi/Gassman sono una coppia, è il caso di dire, esplosiva.

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Il gigante

(1956) R: George Stevens A: Elizabeth Taylor, Rock Hudson, James Dean, Carroll Baker. Dal romanzo di Edna Ferber, storia di due generazioni di proprietari terrieri texani. Melodramma non incredibile dalle fattezze di soap opera, è passato alla storia in quanto ultimo film di un mai abbastanza compianto James Dean. Un Oscar, per la miglior regia.

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Bellissima

(1951) R: Luchino Visconti A: Anna Magnani, Walter Chiari, Tina Apicella, Gastone Renzelli. L’indimenticabile Magnani è una mamma romana che fa di tutto affinché la sua bimba possa entrare nel mondo dello spettacolo. Visconti costruisce un film sincero appoggiandolo interamente sulle spalle robuste di una Anna Magnani “madre-coraggio” traboccante di umanità.

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Pelle di serpente

(1960) R: Sidney Lumet A: Marlon Brando, Joanne Woodward, Anna Magnani, Maureen Stapleton. Brando musicista vagabondo arriva in città; col suo fascino porterà scompiglio. Da un’opera teatrale di Tennessee Williams, un film che pur evolvendosi irreparabilmente su sé stesso, grazie alla sola magnetica presenza di due autentiche “stelle” (Brando/Magnani) passa inevitabilmente da melodramma di fascino.

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Il bagno turco

(1996) R: Ferzan Ozpetek A: Alessandro Gassmann, Francesca d’Aloja, Carlo Cecchi, Halil Ergün. Gassmann è un designer in crisi esistenziale che eredita un bagno turco a Istanbul. Seducente opera prima del regista Ozpetek, segna anche il primo ruolo di rilievo per Alessandro Gassmann che dimostra di non essere solo “figlio d’arte” ma, ben più notevolmente, un attore capace e carismatico.

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In nome del popolo italiano

(1971) R: Dino Risi A: Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Ely Galleani, Yvonne Furneaux. Il magistrato Tognazzi indaga su un omicidio per il quale è sospettato l’industriale Gassman. Caustica analisi della società italiana anni ’70, che passa attraverso la magistrale recitazione in combo di due portenti del nostro cinema.