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Morte a Venezia

(1971) R: Luchino Visconti A: Dirk Bogarde, Romolo Valli, Mark Burns, Nora Ricci. La trasposizione del celebre romanzo di Mann su di un compositore tedesco ossessionato dalla giovinezza e dalla bellezza fisica è un maestoso ragionamento per immagini, esacerbante, con un finale cinematograficamente encomiabile. Le musiche del film sono per lo più di Gustav Mahler. Diversi i riconoscimenti, fra cui un David di Donatello come miglior regista a Luchino Visconti.

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Flags of Our Fathers

(2006) R: Clint Eastwood A: Ryan Phillippe, Barry Pepper, Joseph Cross, Jesse Bradford. Fenomenale rappresentazione della battaglia di Iwo Jima, durante il secondo conflitto mondiale, vista con gli occhi dei militari americani coinvolti (del punto di vista giapponese per par condicio Eastwood si occuperà nel successivo LETTERE DA IWO JIMA). Film emozionante, vigoroso, profondo, meticoloso, sincero. E moltissime altre cose.

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Le pagine della nostra vita

(2004) R: Nick Cassavetes A: Gena Rowlands, James Garner, Rachel McAdams, Ryan Gosling. Da un romanzo di Nicholas Sparks, giovane povero si innamora di giovane ricca ma presto i due sono costretti a separarsi a causa del differente status sociale. Romantico dramma che punta dritto al cuore, non mancante di cliché amorosi ma ampiamente godibile. Merito anche degli interpreti che sono di grande appiglio.

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Sedotta e abbandonata

(1964) R: Pietro Germi A: Saro Urzì, Stefania Sandrelli, Aldo Puglisi, Lando Buzzanca. Storiella ghiribizzosa su uno studente in legge che arriva addirittura a concupire la sorellina sedicenne della sua ragazza. Accattivante tragicommedia dall’ottimo cast, folkloristicamente incentrata sui costumi sociali della Sicilia anni ’60. Premio come migliore interpretazione maschile per il protagonista Urzì a Cannes.

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Giovane e bella

(2013) R: François Ozon A:  Marine Vacth, Géraldine Pailhas, Frédéric Pierrot, Fantin Ravat. Dopo aver perso la verginità, l’adolescente Isabelle si lancia in una carriera da ragazza squillo. Dramma erotico notevolmente eccitante, girato con classe da un regista di classe. Marine Vacth è decisamente una giovane e bella rivelazione.

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Una pura formalità

(1994) R: Giuseppe Tornatore A: Gerard Depardieu, Roman Polanski, Sergio Rubini, Nicola Di Pinto. Depardieu è un famoso romanziere sospettato di omicidio costretto a subire un interrogatorio da incubo in un commissariato di polizia. Teso, e in bilico stupendamente fra realtà e sogno. G. Depardieu sa approfittare di ogni possibilità che gli si offre per dimostrare a tutti di essere un signor attore. David di Donatello per la migliore scenografia.

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Il cliente

(1994) R: Joel Schumacher A: Susan Sarandon, Tommy Lee Jones, Brad Renfro, Mary-Louise Parker. Dramma legale bene assemblato tratto da un bestseller di John Grisham, che racconta di un ragazzino testimone di un omicidio che ora la mafia vorrebbe mettere a tacere. Il centro della narrazione è la Sarandon, la cui ottima prestazione le fece guadagnare una candidatura agli Oscar.

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Codice Genesi

(2010) R: Albert Hughes, Allen Hughes A: Denzel Washington, Mila Kunis, Ray Stevenson, Gary Oldman. Thriller di sopravvivenza con Washington vagabondo che deve proteggere un libro sacro contenente i segreti per la sopravvivenza della razza umana. Più profondo della media dei film post-apocalittici, è anche nettamente più guardabile.

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Il maratoneta

(1976) R: John Schlesinger A: Dustin Hoffman, Laurence Olivier, Roy Scheider, William Devane. Lo studente e maratoneta Hoffman si imbatte in un nazista latitante alla ricerca di una partita di diamanti. Dal romanzo di William Goldman, autore anche della gustosa sceneggiatura, è un thriller che parte in sordina e poi si disvela in maniera sorprendente. La performance di Olivier è alquanto mostruosa.

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Presunto innocente

(1990) R: Alan J. Pakula A: Harrison Ford, Raul Julia, Greta Scacchi, Brian Dennehy. Ford è un procuratore incaricato di indagare sulla morte di una collega con la quale aveva avuto in passato una relazione. Tratto da un romanzo di Scott Turow, è un giallo tortuoso ricco di colpi di scena. E la performance di Harrison Ford è decisamente convincente.