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Il deserto dei Tartari

(1976) R:  Valerio Zurlini A: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Helmut Griem, Jean-Louis Trintignant. Dal romanzo omonimo di Dino Buzzati, storia di un tenentino di un esercito imperiale che viene inviato in un avamposto dimenticato da Dio dove aspetterà di combattere contro i Tartari. Bel dramma sulla vita come attesa di qualcosa, apprezzabili le interpretazioni in splendidi spazi aperti dove risuonano le musiche suggestive del maestro Morricone. Vincitore di 2 David di Donatello: miglior film, miglior regia.

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A Star Is Born

(2018) R: Bradley Cooper A: Lady Gaga, Bradley Cooper, Sam Elliott, Greg Grunberg. Rocker affermato con problemi di alcol aiuta una giovane cantante a sbarcare il lunario. Rifacimento di E’ NATA UNA STELLA del 1937, rappresenta il primo tentativo (decisamente riuscito) di Cooper alla regia. La storia è trita e ritrita ma senza strafare il neo regista la ricondiziona in una favoletta bella e sventurata. E la voce di Lady Gaga è fra quelle cose di cui c’è sempre un disperato inesauribile bisogno. Miglior canzone per Shallow agli Oscar.

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Nato il quattro luglio

(1989) R: Oliver Stone A: Tom Cruise, Bryan Larkin, Raymond J. Barry, Caroline Kava. Biografia di Ron Kovic, ex marine tornato dal Vietnam su una sedia a rotelle che diventa pacifista. Un film atroce e dolente, che puzza di Cruise lontano un chilometro. 2 Oscar, per miglior regia e miglior montaggio, ma ci sarebbe stato anche quello per il miglior attore protagonista.

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Una giornata particolare

(1971) R: Ettore Scola A: Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, Francoise Berd. Casalinga popolana e giornalista omosessuale si incontrano per caso a Roma nel 1938. Film d’autore di bella raffinatezza, ben sorretto da due “stelle” del cinema nostrano che dialogano fra loro in maniera altamente dilettevole. Golden Globe come miglior film straniero e due candidature agli Oscar, una per Mastroianni.

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Il bell’Antonio

(1960) R: Mauro Bolognini A: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Pierre Brasseur, Rina Morelli, Tomas Milian. Mastroianni, uomo molto amato dalle donne (ma vah?!), è considerato l’amante perfetto, ma solo la splendida moglie Cardinale conosce la verità. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, pittoresco scorcio di Sicilia sessantesca all’interno del quale si muove spavaldo e compiaciuto uno stupendo Marcello Mastroianni.

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Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca

(1970) R: Ettore Scola A: Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Manuel Zarzo. Mastroianni e Giannini sono due popolani entrambi innamorati della stessa splendida Vitti. La sagacia dei dialoghi e le convulse interpretazioni ne fanno un valente saggio di comicità “all’italiana”. Premio (meritatissimo) per Mastroianni come migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes.

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Tre metri sopra il cielo

(2004) R: Luca Lucini A: Riccardo Scamarcio, Katy Louise Saunders, Maria Chiara Augenti, Ivan Bacchi. Dal romanzo omonimo di Federico Moccia, love story fra la liceale Saunders e il teppistello di quartiere Scamarcio. Bel manifesto dell’amore giovanile, è il più fulgido esempio di cinema nostrano di matrice adolescenziale. Divenuto presto un tormentone urbano, con l’acronimo 3MSC che campeggiava su tutti i muri, funzionò (bene) da trampolino di lancio per la carriera di Riccardo Scamarcio.

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Cronaca di un amore

(1950) R: Michelangelo Antonioni A: Lucia Bosè, Massimo Girotti, Ferdinando Sarmi, Gino Rossi. Storia di un ménage à trois che ben presto si tinge di giallo. Eccezionalmente atmosferico, dramma dove la traboccante passione è pienamente inserita in minuziose architetture filmiche. Un Antonioni all’esordio dimostra così di avere le carte in regola per essere ricordato come uno dei principali autori italiani. Memorabile l’interpretazione di Lucia Bosè.

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Umberto D.

(1952) R: Vittorio De Sica A: Carlo Battisti, Maria Pia Casilio, Lina Gennari, Ileana Simova. Funzionario dello Stato in pensione è costretto a vivere per strada con il solo conforto del suo cagnolino. Dramma doloroso che offre un senso di percezione quasi imbarazzante della realtà, finendo così per costituire un’ottima garanzia per la commozione. Apprezzato (forse proprio per la sua estrema veridicità) più dalla critica che dal pubblico, è considerato fra i capolavori del Neorealismo.

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Hana-Bi – Fiori di fuoco

(1997) R: Takeshi Kitano A: Takeshi Kitano, Kayoko Kishimoto, Ren Osugi. Ex poliziotto pieno di sfighe, come se non bastasse è pure costretto a fare affari con la yakuza, la temibile mafia giapponese. Superbo film d’autore dove a un’ostentata violenza fa da contraltare un lirismo quasi umoristico. Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia.