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The Village

(2004) R: M. Night Shyamalan A: Joaquin Phoenix, Sigourney Weaver, William Hurt, Adrien Brody. Covington è un villaggio circondato da una foresta maledetta, a un certo punto il prode Lucius (Phoenix) decide di attraversarla. Shyamalan maestro di suggestione gioca abilmente col soprannaturale innestandolo bene sopra un impianto da film di mistero, con un sottotesto nemmeno troppo celato di critica sociale.

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La vita è meravigliosa

(1946) R: Frank Capra A: James Stewart, Donna Reed, Lionel Barrymore. Stewart sull’orlo del fallimento vorrebbe farla finita ma gli viene incontro… l’angelo custode! Storia semplice che infonde pace nei cuori, un film da mettere sotto l’albero di Natale. Fra le opere che più hanno ispirato il grande cinema americano.

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Gilda

(1946) R: Charles Vidor A: Rita Hayworth, Glenn Ford, George Macready. Noir sentimentale su un giocatore d’azzardo che deve sorvegliare la moglie del proprietario di un casinò. Pellicola leggendaria di bella fotografia tutta incentrata sulla massiccia carica erotica della Hayworth nelle vesti di una femme fatale.

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Una canzone per Bobby Long

(2004) R: Shainee Gabel A: Scarlett Johansson, John Travolta, Gabriel Macht. Dopo la morte della mamma, Pursy (Johansson) torna a New Orleans ma in casa sua ora abitano due loschi individui (Travolta/Macht). Lercio fino al poetico, una favola alcolica vera e profonda. Il cast è coinvolto e coinvolgente.

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Segreti di famiglia

(2009) R: Francis Ford Coppola A: Vincent Gallo, Alden Ehrenreich, Maribel Verdu. Il diciassettenne Bennie va a Buenos Aires alla ricerca del fratello poeta Tetro. Coppola lavora la materia attraverso un b/n fulgido, si allunga (forse) troppo ma il risultato è un’opera fortemente lirica. Gallo è profondo, e ha vagonate di espressioni.

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Au hasard Balthazar

(1966) R: Robert Bresson A: Anne Wiazemsky, Walter Green, Francois Lafarge. Bresson narra la triste storia di un somaro. Pellicola allegorica sulla miseria umana, traboccante di poesia, alla fine altro non è che un potente saggio sulla compassione.

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L’angelo sterminatore

(1962) R: Luis Buñuel  A: Silvia Pinal, Jacqueline Andere, Enrique Rambal. Gli invitati a un’ elegante cena in un quartiere signorile di Città del Messico non riescono più a lasciare il salone in cui si trovano. Incursione kafkiana su un amorale mondo borghese allo sfacelo dal maestro del surrealismo.

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Al di là della vita

(1990) R: Martin Scorsese A: Nicolas Cage, Patricia Arquette, John Goodman. Ambulanziere nuiorchese (un intenso Cage) vede i fantasmi delle persone che non è riuscito a salvare. Con il consueto gran mestiere Scorsese non piange il morto, ma dà semmai una profonda straziante occhiata alla vita. Fruttuosa ancora una volta la collaborazione con lo sceneggiatore Paul Schrader (v. TAXI DRIVER).

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Fuga di mezzanotte

(1978) R: Alan Parker A: John Hurt, Brad Davis, Randy Quaid. Storia vera di un turista (Davis) incarcerato per un carico di hashish nelle durissime prigioni turche. Pellicola palpitante da fiato corto, molto spettacolare e cruenta ai limiti del sadismo, con una gran sceneggiatura scritta da Oliver Stone che vinse un Oscar, mentre un altro fu assegnato al nostro Giorgio Moroder per la parte musicale.

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The Dead – Gente di Dublino

(1987) R: John Huston A: Anjelica Huston, Donal McCann, Dan O’Herlihy. Tratto da Joyce, è il racconto di una festa post-natalizia nell’Irlanda dei primi Novecento. Armonioso “amarcord” in salsa verde trifoglio, la musica evoca, il finale strugge.