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Killer Joe

(2011) R: William Friedkin A: Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple. Dall’omonima opera teatrale, storia di una strampalata famiglia texana alle prese con un’assurda vicenda di droga. Impeccabilmente diretto, con un McConaughey magnetico, è un film spinto, pieno di sesso e nasi rotti, ma con un fine gustoso umorismo che lo permea.

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Cane di paglia

(1971) R: Sam Peckinpah A: Dustin Hoffman, Susan George, Peter Vaughan. Tratto da un romanzo di Gordon M. Williams, uomo tranquillo (Hoffman mai così inquietante) diventa una bestia quando deve difendersi da un gruppo di delinquenti. Pellicola di violenza pura, mise en scène visivamente potente a tratti sconcertante dell’assunto che quando un topo è alle strette morde anche il gatto.

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I padroni della notte

(2007) R: James Gray A: Joaquin Phoenix, Mark Wahlberg, Robert Duvall, Eva Mendes. Due fratelli (Phoenix/Wahlberg) uno gestore di night l’altro poliziotto, vogliono vendicare il padre ucciso dalla mafia russa. Thriller piuttosto tipico ma trascinante, con un cast di pesi massimi.

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Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco

(2001) R: Steven Soderbergh A: George Clooney, Brad Pitt, Julia Roberts, Matt Damon, Andy Garcia, Casey Affleck. Danny Ocean (Clooney) e i suoi scagnozzi puntano a rapinare tre casino di Las Vegas in un colpo solo. Rifacimento d’autore di COLPO GROSSO del 1960, tipico caso in cui conta meno lo script del cast galattico. Come direbbero gli americani: cool. Due seguiti, diretti dallo stesso regista.

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Non è un paese per vecchi

(2007) R: Ethan Coen, Joel Coen A: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin. Saldatore texano (Brolin) trova un bel gruzzolo abbandonato e finisce in un casino bestiale. I Coen costruiscono un fragoroso intreccio di droga e omicidi brutali, esagerato, ben curato, con Bardem che fa lo psicotico assassino che avrebbe meritato un Oscar solo per la mascagna. Di fatto le statuette vinte furono 4: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista a Bardem, miglior sceneggiatura non originale.

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Psyco

(1960) R: Alfred Hitchcock A: Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles. Impiegata di una società immobiliare scappa con la cassa e si rifugia nel motel di uno squinternato (Perkins in una straordinaria performance). Classico del brivido, imprevedibile, inquieta ad ogni fotogramma. Mai altro film di Hitchcock ebbe un tale impatto, probabilmente perché agisce direttamente sulle nostre paure ataviche.

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Pulp Fiction

TOP (1994) R: Quentin Tarantino A: John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel, Tim Roth, Bruce Willis, Christopher Walken, Rosanna Arquette. Tarantino scrive tre storie di malavita, il resto lo fanno Travolta e compagnia sparante. Dialoghi vivacissimi, violenza che diventa quasi spassosa, personaggi delineati alla perfezione, almeno due scene memorabili… cosa volere di più! Tantissimi i riconoscimenti, fra cui Palma d’Oro a Cannes e Oscar per la miglior sceneggiatura originale a Quentin Tarantino e Roger Avary.

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Mystic River

TOP (2003) R: Clint Eastwood A: Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon. Psico-thriller su tre amici d’infanzia che si ritrovano per caso dopo anni quando a uno di loro viene ammazzata la figlia. Tratto da un romanzo di Dennis Lehane dal titolo La morte non dimentica, capolavoro di umanità e poesia lavorato da Eastwood con le mani di un sarto. Le interpretazioni di Penn e Robbins (un Oscar a testa) sono da knock out.

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Schegge di paura

(1996) R: Gregory Hoblit A: Richard Gere, Laura Linney, Edward Norton. Avvocato di grido (Gere) difende chierichetto accusato di aver ucciso un prete. Thriller giudiziario che tiene saldamente sulla corda, beneficiario di un R. Gere dei migliori e Norton debuttante di lusso.

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The Score

(2001) R: Frank Oz A: Robert De Niro, Edward Norton, Marlon Brando, Angela Bassett. Ladro di serie A prossimo alla pensione (De Niro) aiuta ladruncolo (Norton) a fare il suo primo colpo di valore inestimabile. Teso come tanti classici film di rapina, ma ultimo film di Brando. Solo per questo vale una visione.