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L’inquilino del terzo piano

(1976) R: Roman Polanski A: Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Jo Van Fleet. Modesto impiegato polacco cerca appartamento a Parigi, ne trova uno in un vecchio edificio spettrale. Thriller teso e macabro, ci si capisce poco ma inquieta a sufficienza con la sua aria scura e allucinatoria. Fra i lavori più sottovalutati del grande cineasta francese, è diventato col tempo un cult.

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L’ufficiale e la spia

(2019) R: Roman Polanski A: Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois. Ecco come si fa un film storico ! Sul finire dell’Ottocento un capitano ebreo dell’esercito francese viene dichiarato colpevole di tradimento. Spetta al neo capo dei servizi segreti far luce sull’accaduto. Appassionante cinepezzo da antologia, minuziosamente ambientato e dalla narrazione fitta, con delle performance incredibilmente credibili. Dall’omonimo romanzo di Robert Harris, che ha anche collaborato alla sceneggiatura. Si è aggiudicato il Gran premio della giuria a Venezia.

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L’uomo nell’ombra

(2010) R: Roman Polanski A: Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Olivia Williams, Kim Cattrall, Jon Bernthal. Da un romanzo, thriller di classe che gira intorno al memorialista di un ex primo ministro inglese (McGregor) che fa una sconvolgente scoperta. Elegante e minuziosamente sceneggiato, con una performance carica di E. McGregor.

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Venere in pelliccia

(2014) R: Roman Polanski A: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric. Se si parla di grandi film bisogna parlare anche di questo film, girato tutto su un set teatrale dove durante un provino un’ attrice affascinantissima cerca di sedurre il regista. Stuzzicante, raffinato, e afrodisiaco, con una Seigner talmente sexy che bisogna guardarla attaccati a un respiratore.

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Frantic

(1988) R: Roman Polanski A: Harrison Ford, Betty Buckley, Emmanuelle Seigner. A Ford, stimato medico che si trova a Parigi per un convegno, improvvisamente in hotel gli sparisce la moglie! Thriller compatto con diversi momenti divertenti che non ti lascia solo un minuto. Ford tipicamente molto efficace, la Seigner è oro che cola.

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Una pura formalità

(1994) R: Giuseppe Tornatore A: Gerard Depardieu, Roman Polanski, Sergio Rubini, Nicola Di Pinto. Depardieu è un famoso romanziere sospettato di omicidio costretto a subire un interrogatorio da incubo in un commissariato di polizia. Teso, e in bilico stupendamente fra realtà e sogno. G. Depardieu sa approfittare di ogni possibilità che gli si offre per dimostrare a tutti di essere un signor attore. David di Donatello per la migliore scenografia.

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Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York

(1968) R: Roman Polanski A: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer. Favola paurosa su una giovane moglie che rimane incinta del demonio. Dal romanzo omonimo di Ira Levin, opera in cui è l’alienazione mentale più che il terrore a farla da padrona. Polanski è abile e perfido nel mettere lo spettatore in uno stato di ansia perenne. Oscar come miglior attrice non protagonista a Ruth Gordon.

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Carnage

(2011) R: Roman Polanski A: Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly. Da un’opera teatrale di Yasmina Reza, due coppie di genitori si trovano in un appartamento per discutere di una lite intercorsa fra i rispettivi figli. Girato tutto in una stanza, è una commedia di godibili battibecchi, diretta con mano salda e illuminata da delle brillanti performance.

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Il coltello nell’acqua

(1962) R: Roman Polanski A: Leon Niemczyk, Jolanta Umecka, Zygmunt Malanowicz. In auto direzione lago, coppia tira su un autostoppista e nascono i problemi. Un dramma a tinte fosche, inquadrature strette e tensione continua che segnò il debutto di Polanski nel lungometraggio. E che debutto!

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Chinatown

(1974) R: Roman Polanski A: Jack Nicholson, Faye Dunaway, John Huston. Investigatore privato alle prese con un caso di omicidio viene coinvolto in un’intricata serie di complotti. Fascinoso noir con un fantastico Nicholson incerottato e la Dunaway inebriante femme fatale.