Categorie
Recensioni

Carnage

(2011) R: Roman Polanski A: Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly. Da un’opera teatrale di Yasmina Reza, due coppie di genitori si trovano in un appartamento per discutere di una lite intercorsa fra i rispettivi figli. Girato tutto in una stanza, è una commedia di godibili battibecchi, diretta con mano salda e illuminata da delle brillanti performance.

Categorie
Recensioni

Cronaca di un amore

(1950) R: Michelangelo Antonioni A: Lucia Bosè, Massimo Girotti, Ferdinando Sarmi, Gino Rossi. Storia di un ménage à trois che ben presto si tinge di giallo. Eccezionalmente atmosferico, dramma dove la traboccante passione è pienamente inserita in minuziose architetture filmiche. Un Antonioni all’esordio dimostra così di avere le carte in regola per essere ricordato come uno dei principali autori italiani. Memorabile l’interpretazione di Lucia Bosè.

Categorie
Recensioni

Umberto D.

(1952) R: Vittorio De Sica A: Carlo Battisti, Maria Pia Casilio, Lina Gennari, Ileana Simova. Funzionario dello Stato in pensione è costretto a vivere per strada con il solo conforto del suo cagnolino. Dramma doloroso che offre un senso di percezione quasi imbarazzante della realtà, finendo così per costituire un’ottima garanzia per la commozione. Apprezzato (forse proprio per la sua estrema veridicità) più dalla critica che dal pubblico, è considerato fra i capolavori del Neorealismo.

Categorie
Recensioni

Highlander – L’ultimo immortale

(1986) R: Russell Mulcahy A: Christopher Lambert, Sean Connery, Clancy Brown, Roxanne Hart. Film dalla trama complessa che si può sintetizzare in: chi taglia più teste vince! Un’idea geniale dà origine ad un visionario e alquanto sfacciato fantasy d’azione. Lambert è amabile. Ebbe diversi sequel e serie TV derivate.

Categorie
Recensioni

Nirvana

(1997) R: Gabriele Salvatores A: Christopher Lambert, Diego Abatantuono, Sergio Rubini, Stefania Rocca. Designer di videogame scopre che il suo ultimo prodotto ha preso un virus che ha conferito una coscienza a Solo, protagonista del gioco. Film sui generis ma stuzzicante, uno dei rarissimi prodotti fantascientifici italiani discretamente riusciti. E questo, fosse anche l’unico, è un buon motivo per vederlo. Fu il film di maggior successo di pubblico (non di critica) nella carriera di Salvatores.

Categorie
Recensioni

Hana-Bi – Fiori di fuoco

(1997) R: Takeshi Kitano A: Takeshi Kitano, Kayoko Kishimoto, Ren Osugi. Ex poliziotto pieno di sfighe, come se non bastasse è pure costretto a fare affari con la yakuza, la temibile mafia giapponese. Superbo film d’autore dove a un’ostentata violenza fa da contraltare un lirismo quasi umoristico. Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

Categorie
Recensioni

America oggi

(1993) R: Robert Altman A: Andie MacDowell, Julianne Moore, Tim Robbins, Bruce Davison. Altman come un abile maestro d’orchestra dirige un prezioso ensemble di 22 personaggi che danno vita a 9 storielline agrodolci con Los Angeles come sfondo, adattate da racconti di Raymond Carver. Leone d’Oro per il miglior film a Venezia.

Categorie
Recensioni

Strade perdute

(1997) R: David Lynch A: Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, John Roselius, Louis Eppolito. La trama principale si snoda attorno a un sassofonista jazz accusato dell’omicidio della moglie. Il resto… boh! Arzigogolato esercizio di stile, risulterà incomprensibile ai più. Da vedere se non altro per il piacere (masochistico) di provare a capirci qualcosa.

Categorie
Recensioni

L’uomo senza passato

(2002) R: Aki Kaurismaki A: Markku Peltola, Kati Outinen, Annikki Tähti, Juhani Niemelä. Uomo scende dal treno, viene brutalmente picchiato da dei balordi e perde la memoria. Storia di emarginazione messa in scena con estrema misura e con delle uscite finemente umoristiche. Gran premio della Giuria e Miglior attrice a Cannes.

Categorie
Recensioni

Un uomo tranquillo

(1952) R: John Ford A:  John Wayne, Maureen O’Hara, Barry Fitzgerald, Ward Bond. I due John (regista e star) si trasferiscono in Europa per raccontare di un pugile americano di origini irlandesi che torna nella sua terra natia e si innamora di una bella rossa. Epico e romantico al contempo, stampato su splendidi sfondi, si offre come valida alternativa ai film di John Wayne col cappello da cowboy. Oscar come miglior regia e migliore fotografia.