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Nato il quattro luglio

(1989) R: Oliver Stone A: Tom Cruise, Bryan Larkin, Raymond J. Barry, Caroline Kava. Biografia di Ron Kovic, ex marine tornato dal Vietnam su una sedia a rotelle che diventa pacifista. Un film atroce e dolente, che puzza di Cruise lontano un chilometro. 2 Oscar, per miglior regia e miglior montaggio, ma ci sarebbe stato anche quello per il miglior attore protagonista.

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Rock of Ages

(2012) R: Adam Shankman A: Julianne Hough, Diego Boneta, Tom Cruise, Alec Baldwin, Catherine Zeta Jones. Storia d’amore rock ‘n’ roll ambientata a Hollywood fra due giovani che inseguono il sogno della musica. Da un’opera di Broadway, cocktail ben miscelato di belle canzoni, spensieratezza e performance sfrenate (Cruise su tutti). Zero originalità, ma 10 di intrattenimento più zero di originalità il risultato è sempre 10. E poi, lo dice pure il manifesto promozionale: “Nothin’ but a good time”.

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In linea con l’assassino

(2002) R: Joel Schumacher A: Colin Farrell, Kiefer Sutherland, Forest Whitaker, Radha Mitchell, Katie Holmes. Film ambientato praticamente in una cabina telefonica con Farrell agente pubblicitario tenuto sotto tiro da un cecchino. Primo ruolo importante per Colin Farrell che non lo disdegna, anzi, se ne assume tutta la responsabilità dando il meglio di sé. Per il resto, un thriller dotato di tensione e un buon climax.

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Sette psicopatici

(2012) R: Martin McDonagh A:  Colin Farrell, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Christopher Walken. Sublime scemata che gira intorno allo scrittore Farrell che per finire la sceneggiatura del suo film dal titolo 7 psicopatici trae ispirazione da una serie di storie balorde che gli succedono intorno. Metacinema agghindato da commedia nera piuttosto bislacca, ricca di risate e dialoghi sghembi, condotta da una superba equipe di attori da farti passare 110 minuti di puro godimento.

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Una giornata particolare

(1971) R: Ettore Scola A: Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, Francoise Berd. Casalinga popolana e giornalista omosessuale si incontrano per caso a Roma nel 1938. Film d’autore di bella raffinatezza, ben sorretto da due “stelle” del cinema nostrano che dialogano fra loro in maniera altamente dilettevole. Golden Globe come miglior film straniero e due candidature agli Oscar, una per Mastroianni.

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Gravity

(2013) R: Alfonso Cuaron A: Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen. Due astronauti devono cercare di sopravvivere per aria dopo un incidente a bordo della loro navicella. Thriller di fantascienza è il caso di dire davvero spaziale, pervasivo, visivamente possente da inchiodarti allo schermo. Attenzione alle performance di Bullock e Clooney mai stati più intensi.

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Argo

(2012) R: Ben Affleck A: Ben Affleck, Bryan Cranston, John Goodman, Alan Arkin. Storia vera, bene inscenata, di un salvataggio messo in piedi dalla CIA per liberare degli ostaggi americani rifugiatisi nell’ambasciata canadese a Teheran durante la rivoluzione islamica di fine anni ’70. Il lavoro di Affleck convince e coinvolge, il cast gli è certamente di aiuto, ma lui è comunque in possesso di armi efficaci per assaltare la regia di questo come di ogni altro suo film. 3 Oscar: film, sceneggiatura non originale, montaggio.

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A piedi nudi nel parco

(1967) R:  Gene Saks A: Robert Redford, Jane Fonda, Charles Boyer, Mildred Natwick. Coppia di sposini in crisi, lei lo caccia di casa e lui finisce a camminare… a piedi nudi nel parco! Commedia vivacissima, ben gestita da Saks che ha gioco facile data la più che apprezzabile alchimia di coppia tra Redford e Fonda.

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Spartacus

(1960) R: Stanley Kubrick A: Kirk Douglas, Laurence Olivier, Jean Simmons, Charles Laughton, Peter Ustinov. Lo schiavo Spartaco guida una violenta rivolta contro una corrotta Repubblica romana. Ispirato a una storia vera, fra i migliori spettacoli di peplum*, è una travolgente ricostruzione di scenari antichi attraverso un manipolo di attori fenomenali. 4 i premi Oscar, incluso il miglior attore non protagonista per Ustinov. *peplum: film ambientati in contesto biblico o durante il periodo della civiltà greco-romana

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Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York

(1968) R: Roman Polanski A: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer. Favola paurosa su una giovane moglie che rimane incinta del demonio. Dal romanzo omonimo di Ira Levin, opera in cui è l’alienazione mentale più che il terrore a farla da padrona. Polanski è abile e perfido nel mettere lo spettatore in uno stato di ansia perenne. Oscar come miglior attrice non protagonista a Ruth Gordon.