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Hollywood Party

(1968) R: Blake Edwards A: Peter Sellers, Claudine Longet, Natalia Borisova, Jean Carson. Considerato fra i migliori film da ridere di tutti i tempi, è effettivamente un film da una risata dietro l’altra che racconta di un giovane attore indiano incline al fallimento (un grande Sellers) a cui ne capitano di ogni. Capolavoro da vedere anche 2/3 volte.

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Casotto

(1977) R: Sergio Citti A: Catherine Deneuve, Jodie Foster, Paolo Stoppa, Flora Carabella, Mariangela Melato, Gigi Proietti, Ugo Tognazzi, Michele Placido. Pregevole, allegra e geniale farsa con dei magnifici attori (inclusa una giovanissima J. Foster) che ha come protagonista la cabina di una spiaggia libera di Ostia dentro la quale si spogliano a turno dei curiosi personaggi.

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Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy

(2004) R: Adam McKay A: Will Ferrell, Christina Applegate, Steve Carell, Paul Rudd. Ambientato negli anni ’70, parla di un quotato presentatore TV (un Ferrell eccezionalmente buffo) che deve vedersela con una collega intenzionata a soffiargli il posto. Intelligentemente stupido, film comico che lascia il segno.

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Il conte Max

(1957) R: Giorgio Bianchi A: Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Anne Vernon, Susana Canales. Il giovane popolano Sordi sogna di entrare a far parte dell’aristocrazia romana, chiede per questo aiuto al nobile decaduto De Sica. Alberto Sordi è davvero insuperabile in questo rifacimento goloso di un film di Mario Camerini del 1937.

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Palla da golf

(1980) R: Harold Ramis A: Chevy Chase, Rodney Dangerfield, Bill Murray, Ted Knight, Michael O’Keefe. Commedia sguaiata e insolente con dei dialoghi memorabili che racconta di un adolescente che per pagarsi gli studi lavora come caddie in un golf club, circondato da dei personaggi strampalati.

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Miseria e nobiltà

(1954) R: Mario Mattoli A: Totò, Sophia Loren, Enzo Turco, Dolores Palumbo. Due squattrinati napoletani per sbarcare il lunario si fingono nobili. Dall’omonima opera teatrale di Eduardo Scarpetta, film sulle debolezze umane tutto da ridere, trascinato dalla proverbiale vis comica di Totò. La Loren incanta.

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Qualunquemente

(2011) R: Giulio Manfredonia A: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese. Albanese è Cetto La Qualunque, corrotto imprenditore calabrese che dopo la latitanza all’estero decide di tornare in Italia. Pellicola comicissima ma seria nella sua appuntita riflessione sull’attualità nostrana. Da vedere, sbellicarsi, e rimuginarci un po’ su.

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L’armata Brancaleone

(1966) R: Mario Monicelli A: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Folco Lulli, Gian Maria Volonte. Brancaleone nobile decaduto si mette a capo di una banda di derelitti per raggiungere un feudo che in base a un documento rubato dovrebbe diventare suo. Superbamente recitato da Gassman nel ruolo del protagonista, costituisce un magistrale esempio di cinema popolare, esilarantissimo e dalle succose note buffonesche.

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Totò sceicco

(1950) R: Mario Mattoli A: Totò, Tamara Lees, Laura Gore, Lauretta De Lauri. Ampiamente spassosa presa per i fondelli di un po’ di pellicole dell’epoca, con Totò al solito superbo mattatore che fa la parte di uno che lo scambiano per uno sceicco. Già solo leggere la trama fa moooolto ridere. Ebbe uno straordinario successo di pubblico.

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Mezzogiorno e mezzo di fuoco

(1974) R: Mel Brooks A: Cleavon Little, Gene Wilder, Slim Pickens, Harvey Korman. Scoppiettante e provocatoria parodia del genere western che racconta di uno sceriffo di colore che deve salvare una città dalla costruzione di una ferrovia. Volgarotto, ma è fisiologicamente impossibile non ridere.